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domenica, 27 maggio 2018

Adozione: le testimonianze dell’attesa

 

 

A cura dello Sportello Adozioni Internazionali – Alessia Maria Di Biase

La testimonianza di questa coppia racconta quanto sia importante, nel percorso adottivo, il confronto e il sostegno con le altre famiglie. Conoscere l’ente, capire come opera, ascoltare le testimonianze di chi ha già percorso quella stessa strada, è un modo non trascurabile, di attendere senza la paura e trasformare il tempo che divide i genitori dalle carte all’abbraccio con il loro bambino, in un momento costruttivo.

A novembre 2016 abbiamo conosciuto l’ente di volontariato “Ernesto” grazie ad una famiglia che aveva avuto già un’esperienza di adozione di tre bambini ungheresi. Una volta ottenuto il decreto di idoneità di adozione internazionale abbiamo deciso di rivolgerci a questo Ente che si occupa di adozioni internazionali in Ungheria accompagnando le famiglie durante il percorso di adozione, seguendoli dal punto di vista amministrativo, legale e psicologico.

La nostra esperienza è molto positiva.

Stiamo vivendo in modo sereno l’attesa di ricevere l’abbinamento per adottare uno o due bambini.

La nostra attenzione è rivolta ad accogliere i bisogni del bambino, ad aiutarlo nel suo inserimento nell’ambiente familiare ed accompagnarlo nel suo graduale adattamento culturale e sociale, rispettando sempre le sue origini. All’interno dell’Ente abbiamo partecipato, insieme ad altre coppie, a 10 incontri di formazione condotti da due psicologi che si occupano di adozioni internazionali. Grazie a questi incontri abbiamo conosciuto la cultura, le usanze e i costumi del paese di provenienza dei bambini e abbiamo condiviso esperienze, emozioni ed aspettative con le altre coppie che partecipavano al gruppo.

Per noi è stato importante incontrare anche le famiglie e i bambini da loro adottati poichè hanno riportato la loro esperienza. Continuremo a frequentare le altre famiglie all’interno degli eventi organizzati dall’associazione al fine di arricchire la nostra esperienza ed integrare le due culture che si incontrano.”

Saverio ed Elisa