I Comuni di Gaeta e Bracciano hanno costituito il Consorzio CO.I.FA.L. per la gestione delle rispettive farmacie comunali. Al Consorzio ha aderito anche il Comune di Castelmadama. Successivamente però il Consorzio CO.I.FA.L. ha deliberato di affidare la gestione delle farmacie comunali dei tre Comuni consorziati a una società mista pubblico-privato di cui però il socio privato ha la maggioranza del capitale sociale (80%). Nasce la società mista LAZIOFARMA per la gestione diretta delle farmacie comunale dei 3 Comuni consorziati e automaticamente delle eventuali future farmacie comunali qualora al Consorzio CO.I.FA.L. aderiranno nuovi Comuni.

Viene interpellata l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) che si esprime con un proprio parere, del 5 febbraio 2016, e censura la succitata prassi per due motivi:

1. l’affidamento diretto della gestione delle farmacie comunali senza la obbligatoria gara pubblica, poiché è sufficiente l’adesione di un Comune al Consorzio CO.I.FA.L., viola le regole della concorrenza;

2. la nuova società mista pubblico-privato LAZIOFARMA è sottratta al controllo pubblico dei Comuni poiché il socio privato detiene la maggioranza del capitale sociale (80%) e di conseguenza la gestione del servizio pubblico delle farmacie comunali non è più pubblica ma privata.

Il parere dell’Antitrust si conclude con la sollecitazione al destinatario a conformarsi alle indicazioni dell’Autorità entro il termine perentorio di trenta giorni. Se ciò non dovesse avvenire sempre l’Antitrust può ricorrere al TAR tramite l’Avvocatura dello Stato.

Stando così le cose appare quantomeno paradossale che chi cercava di far luce sull’architettura messa in piedi dai tre comuni per gestire le farmacie pubbliche ottenute mediante l’esercizio della prelazione nei confronti della Regione Lazio sia stato tacciato di voler boicottare l’iniziativa. Ci chiediamo a questo punto cosa abbia spinto il Coifal, a querelare l’associazione contro le mafie Antonino Caponnetto ed a parlare di “campagna mediatica diffamatoria” quando il parere dell’agcm dice altro. Come chiarisce l’autorità qui nessuno ha orchestrato nulla. Ci auguriamo infine che il Coifal non abbia remunerato legali per la presentazione.

Sarebbe a questo punto il caso che l’amministrazione comunale riferisse al consiglio comunale ed alla cittadinanza sulla gestione dell’intera vicenda.

 

Per chi ne volesse sapere di più si precisa che il suddetto parere è disponibile nel bollettino dell’Antitrust n. 7 del 14/03/2016 o sull’indirizzo internet

http:// www.agmc.it/bollettino-settimanale/8154-bollettino-7-2016.html

 

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