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venerdì, 19 ottobre 2018

Formia, Vicepresidente del Senato a Trivio

 

 

20131123-193610.jpg“Dovunque un uomo è morto per riscattare l’Italia, bambini, andate lì perché lì è nata la Costituzione”. Il Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli ha scelto la frase di Piero Calamandrei per iniziare il discorso tenuto in occasione della commemorazione dei martiri della Costarella, celebrata questo pomeriggio a Trivio alla presenza del sindaco di Formia Sandro Bartolomeo, delle autorità militari, civili e religiose del territorio e di un’intera comunità, raccolta attorno alla memoria degli otto civili formiani barbaramente fucilati dalle Ss tedesche il 26 di novembre del 1943. Sono passati 70 anni ma sembra ieri, tanta la commozione che l’episodio suscita ancora nella popolazione. Nonostante la pioggia mista a grandine, sono accorsi in tanti al picchetto d’onore della Guardia di Finanza predisposto in piazza Sant’Andrea. Lì il sindaco Bartolomeo e la senatrice Fedeli, accompagnati dal comandante della Scuola Nautica della Guardia di Finanza di Gaeta Quirino Cera, hanno deposto una corona d’allora sul monumento ai caduti di tutte le guerre. Approfittando di un momento di tregua della pioggia, il lungo corteo si è dipanato per i vicoli di Trivio, accompagnato dalle note della banda “Città di Formia”, fino a raggiungere il monumento innalzato nel punto in cui fu consumato l’eccidio, in località Costarella, proprio ai piedi della montagna. Dopo il minuto di silenzio e la benedizione del parroco, il presidente del comitato “Costarella” Settimio Guglielmo, fratello di uno degli otto martiri, ha regalato ai presenti un commosso ricordo di quel tragico giorno. In una ideale continuità generazionale, due alunne della scuola elementare “Collodi” di Trivio hanno letto poi dei brani tramandati dai testimoni dell’eccidio. “Quello della Costarella – ha dichiarato nel suo intervento il sindaco Sandro Bartolomeo – non è un fatto locale, è il dolore e la sofferenza di un’intera comunità. Alcuni degli otto martiri furono rastrellati a Formia e fucilati qui. Dall’8 settembre 1943 fino alla liberazione nel maggio 1944 questa città subì un totale sconvolgimento della sua vita. Su 11 mila abitanti, in quei mesi persero la vita 1100 persone. Assediati dai bombardamenti, in tanti trovarono protezione su queste montagne. Il tributo pagato dalla città è stato altissimo e per questo chiederemo che le venga conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile. Sia questo ricordo un monito per tutti e ci aiuti a diffondere una cultura di pace, tolleranza e accoglienza perché episodi inumani come quello della Costarella non abbiano a ripetersi mai più”. La senatrice Fedeli ha poi ricordato le parole di Benedetta Magliocco, moglie di una delle otto vittime dell’eccidio: “Chiese ai tedeschi il corpo del marito e loro rifiutarono. Le dissero: ‘I banditi non avere famiglia’. La verità è che gli otto civili fucilati su queste colline non partecipavano alla guerra e non proteggevano partigiani: furono vittima della ferocia dei regimi oppressivi, uccisi dall’insensata crudeltà della guerra”. Il Vicepresidente del Senato e il sindaco hanno poi scoperto la lapide che intitola “Ai martiri della Costarella” la strada che conduce al monumento. Chiusa la cerimonia, la commemorazione è proseguita nella chiesa di Sant’Andrea dove il parroco don Alfio Sarvà ha celebrato una Santa Messa in suffragio delle vittime. Alle 18 “Un canto per i martiri della Costarella”, concerto-preghiera che ha visto la partecipazione di: Ambrogio Sparagna, Orchestra Popolare Italiana, Le Zampogne di Maranola e il Coro Popolare diretto da Anna Rita Colaianni.

Comunicato stampa Comune di Formia