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lunedì, 25 settembre 2017

Formia Vinci: “STROKE UNIT”, è possibile!

 

 

Il Policlinico del Golfo è una gettonatissima anche se non originale trovata elettorale . Negli ultimi 10 anni siamo stati invasi da progetti salatamente pagati, presentati e puntualmente cassati. Il risultato?? perdita di soldi, energie e inconcludenza con quelle che sono le esigenze del territorio. Qualche settimana fa sembrava che tutto fosse pronto, che i lavori erano sul punto di iniziare e invece ancora una volta nulla di fatto solo i soliti proclami.

Ad oggi è di facile comprensione che quest’opera faraonica non verrà portata a termine in tempi brevi, e personalmente credo che sarà un miraggio arrivare ad inizio lavori. Oltre la realizzazione e le rifiniture dell’Ospedale in ogni sua parte, occorrerebbero ulteriori finanziamenti per permettere alla ASL di adempiere ai minimi requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e risorse umane richiesti per legge, come ad esempio: suppellettili per la degenza, apparecchiature elettromedicali, allestimento dei blocchi operatori, apparecchiature per diagnostica ed indagini strumentali, assunzione di personale ecc. Tutto ciò appare impossibile, soprattutto perché la Regione Lazio ha a malapena pena finito di ripianare il buco di 10 miliardi di euro della sanità” queste le parole del coordinatore di “Formia Vinci” Antonio Capraro.

Guardando il concreto siamo convinti che la sanità del basso Lazio meriti più considerazione, e necessita una riorganizzazione, in particolar modo della rete ictus. Ad oggi l’organizzazione, in base al Decreto 75/2010 Regione Lazio,è basata su tre livelli operativi: 1) Pronto soccorso esperto 2) Unità di Trattamento NeuroVascolare di I livello 3) Unità di Trattamento NeuroVascolare di II livello, che in realtà non sono ancora completamente a regime. Per questo motivo siamo pronti a spendere energie affinché venga resa operativa una STROKE UNIT nel nostro territorio, e dunque un passaggio del Presidio Ospedaliero formiano ad U.T.N. di I livello” ha aggiunto Capraro.
La struttura è dedicata alla cura dei pazienti affetti da malattia cerebrovascolare acuta, più comunemente definita come “ICTUS. Chiaramente è possibile intervenire anche su pazienti con altre patologie cerebrali acute e dare assistenza specifica immediata a pazienti con danno neurologico vascolare acuto provenienti dal Pronto Soccorso.

L’organizzazione prevista nella Regione Lazio concentra le UTN di II livello, giustamente, nei maggiori ospedali della capitale, ma allo stesso tempo lasciando in disagio la popolazione del basso Lazio dove è possibile migliorare l’offerta assistenziale. La tempestività d’intervento garantisce in tanti casi la sopravvivenza e molti altri ancora una buona qualità di vita. Calcolando che per raggiungere Roma ci sono quasi due ore di viaggio, siamo decisamente fuori tempo massimo per avere un’ottimale risoluzione all’evento.

In considerazione del fatto che dovremmo essere una zona ad alta intensità di turismo e della posizione geografica del “Dono Svizzero”, vorrei porre l’attenzione sulla copertura economica a tale operazione, in parte deriverebbe direttamente dai pazienti “Fuori Regione” che utilizzerebbero di tale servizio. In conclusione siamo convinti che è prioritaria una riorganizzazione della nostra sanità senza inutili perdite di tempo in opere che non saranno mai fatte. È tempo di intervenire in modo serio, intelligente e immediato guardando la vita reale di tutti i giorni.