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domenica, 19 agosto 2018

“Formia Vinci”, svecchiamo la città: ecco la nostra Smart City

 

 

Smart City, sappiamo davvero a cosa ci riferiamo quando ne parliamo? Molte, troppe volte, tale locuzione anglosassone viene utilizzata alquanto impropriamente. Infatti, spesso, limitandosi alla sua traduzione italianizzata “città intelligente”, l’unico effetto sortito è la non comprensione, con il contestuale sminuire del concetto molto più ampio a cui si fa riferimento. Formia Smart City utopia? Se i lampioni intelligenti posti nel centro città sono la risposta allora assolutamente si, infatti hanno avuto l’effetto di peggiorare una città di fatto  buia, spenta, triste.

Per questo motivo, vista la non brillante esperienza e considerando l’importanza dell’argomento, la nostra sfida è di portare Formia ad essere una vera smart city, dunque non solo qualche isolata idea qua e là senza coordinamento di fondo, ma una nuova visione della città tesa al miglioramento della qualità di vita di cittadini e imprese attraverso l’impiego di nuove tecnologie in ambito della comunicazione, mobilità, ambiente ed energie.

Energia

Una delle prime esperienze di impianto fotovoltaico in Italia risale al 1984 sull’isola di Vulcano, struttura ad oggi ancora funzionante. In media, difatti, il ciclo vitale di un impianto oscilla tra i 20 e i 30 anni, a patto che venga mantenuto regolarmente.

Investire oggi in impianti fotovoltaici significa migliorare qualitativamente la nostra città. Il primo passo verso il fotovoltaico, non è montare pannelli in modo scriteriato perché non porterebbe a nessun beneficio, ma occorrerebbe iniziare con l’istallare lampioni stradali fotovoltaici, che sono energeticamente indipendenti e con una lunga autonomia. Ciò permetterebbe da subito di ammortizzare i costi di acquisto, con un risparmio energetico notevole, ed un vero e proprio guadagno nel medio-lungo termine (basti pensare a quanto è aumento il costo della corrente elettrica negli ultimi 30 anni) da poter investire in altri settori. I lampioni stradali ad impianto fotovoltaico di ultima generazione, inoltre, hanno fatto si che si abbassassero di molto i costi di manutenzione, fino a qualche anno fa altissimi, e soprattutto i costi di smaltimento di fine ciclo vitale.

Seconda una ricerca della National Renewable Energy Laboratory, la quale monitora circa 2000 impianti sparsi per il mondo, il calo prestazionale medio è del 0,8 % annuo, quindi l’investimento, peraltro già avviato in tantissimi città italiane, è sicuramente proficuo. Quindi un impianto istallato oggi fra 30 anni renderà ancora per più del 75% del suo potenziale.

Un’ulteriore considerazione da fare è che con un preciso crono programma è possibile estendere l’illuminazione pubblica in strade e quartieri periferici da sempre poco illuminati, migliorando la visibilità per gli automobilisti e soprattutto fungere da deterrente per le molte zone attanagliate dai furti nelle abitazioni e non solo. La sicurezza delle strade e delle nostre case meritano sicuramente questo tipo di investimento.

I pannelli fotovoltaici, come ogni elemento ad alta tecnologia, ha dei punti sensibili: la salsedine è uno di questi, poiché rovinerebbe anzitempo il pannello stesso, ma la conoscenza dell’argomento e del territorio permette di evitare errori di base.

Comunicazione

Mai nella storia come negli ultimi 15 anni i mezzi di comunicazione sono evoluti. L’avvento dei smartphone, tablet, I-watch, hanno totalmente rivisitato i mezzi di comunicazione. Su scala mondiale i social network sono a tutti gli effetti nuovi mass-media. Contemporaneamente a tutto ciò anche le città si stanno adeguando a tali fenomeni, e la nostra, purtroppo, è in colpevole ritardo. Ma se i politici locali parlano ancora di aperture fasulle di info-point dove vogliamo andare?? Soprattutto in questo momento non servono posti dove imboscare gli amici degli amici ma occorre investire in tecnologie. A nostro giudizio queste sono le aree prioritarie di intervento schematicamente  racchiuse in questi punti:

• Intervenire sulle zone di copertura del Wi-Fi pubblico, cambiando il meccanismo di accesso, estendendolo dai pochi minuti giornalieri attuali con ingresso libero ma bloccando la navigazione per determinati siti;

• Investire e sviluppare un’APP, e che sia costantemente aggiornata, riguardante esclusivamente la città di formia, dove è possibile ricevere informazioni del territorio su eventi; imprese locali; orari di uffici, mezzi pubblici e siti di interesse, parcheggi, ecc.;

• Informatizzazione dei servizi a gestione comunale tramite il sito ufficiale del comune;

• Attivazione degli impianti di sorveglianza istallati ma non funzionanti;

• Charging Station, ossia postazioni per ricaricare i nostri smartphone e altri apparecchi tecnologici comodamente per strada.

Per chiarezza di informazione, è giusto ricordare che per quanto riguarda lo sviluppo delle APP negli ultimi anni un gruppo di cittadini formiani avevano sviluppato un’interessantissima iniziativa, purtroppo screditata dagli amministratori nostrani che non hanno avuto la lungimiranza di investire nella stessa.

Mobilità

Nell’ottica della smart city la mobilità è senza ombra di dubbio l’elemento chiave. Nel 2050 probabilmente avremo auto-volanti, ma a Formia siamo ancora indecisi se fare la Pedemontana o la ZTL la domenica. Come lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione anche del mondo della mobilità. Oltre all’aumento dell’utilizzo segway, Hoverboard e della bicicletta elettrica, si sono sviluppati tantissimi nuovi mezzi di trasporto come Streetmate e Cityskater, che a nostro giudizio sono il futuro non solo per i turisti, ma anche per i residenti poiché sono adatti anche per piccoli spostamenti in città, e purtroppo le nostre strade ancora non sono pronte.

Da sottolineare l’importanza di postazioni di ricarica per automobili e bus elettrici e che quest’ultimi, secondo noi, dovrebbero essere i soli bus ad avere accesso nel centro città, oltre quelli a gas naturali.

Dunque è imprescindibile che la nuova urbanistica deve tener conto in modo improrogabile della necessità di piste ciclabili urbane, stradine da ripristinare e nuovi percorsi da ripristinare come ad esempio quello che può nascere sulla ex-strada militare dell’acervara.

Insomma siamo convinti di poter dare molto alla nostra città, iniziando un processo di svecchiamento che la ripori al passo con in tempi, in un’ottica green.