Dubbi, paure ed interrogativi minacciano la riapertura degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore di Gaeta prevista per lunedì 14 settembre.

Da giorni un’ordinanza comunale ha rimandato la ripresa delle scuole di propria competenza al 24 settembre, dunque ciò vale per tutti i plessi dei due Istituti Comprensivi “G. Carducci” e “Principe Amedeo”. Casi isolati restano gli IISS la cui autorità è provinciale, i quali ancora non riescono a fornire indicazioni certe sulla data dell’inizio.

Maria Rosa Valente, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Nautico Giovanni Caboto e reggente del Liceo Scientifico Enrico Fermi di Gaeta, confida di essere in una situazione molto tesa.

A preoccupare l’assenza di docenti e collaboratori scolastici, lo stato incompleto dei lavori di adeguamento degli spazi ed il non arrivo dei banchi singoli, promessi dallo Stato come misura di sicurezza da adottare per il rientro. Da non sottovalutare anche la vasta quantità di soggetti che affollerà ogni plesso e renderà difficile la riduzione di luoghi e momenti di assembramento.

Decisiva sarà la giornata di oggi. La Valente ha dichiarato che se non dovesse giungere un’ordinanza comunale per la sospensione della didattica, verrà da lei convocato un Consiglio d’Istituto per ragionare sull’effettiva possibilità di riaprire nel pieno rispetto delle norme varate dal Governo.

Intanto nella giornata di ieri, il Prefetto di Latina, dott. Maurizio Falco, ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica il quale ha predisposto un protocollo tecnico che detta delle linee di condotta precise. Gli scopi fondamentali possono essere così sintetizzati: prevenzione e ottimizzazione del danno.

A tal fine ogni scuola dovrà provvedere alla nomina di un referente Covid, con il compito di facilitare la comunicazione e coordinazione tra famiglie e personale sanitario delle Asl, e ad attrezzare un’aula riservata all’isolamento di alunni e docenti che manifestino sintomi sospetti.

La Regione Lazio ha poi assicurato l’intervento di equipe “anti-Covid” di medici e sanitari per ognuna delle Asl territoriali, che monitoreranno la situazione negli istituti scolastici.

Anche i genitori non dovranno sottrarsi al compito di misurare la temperatura ai figli prima di recarsi a scuola e comunicare le assenze per motivi sanitari, anche se non legati al Covid-19.

Di fronte a queste manovre volte alla ripresa delle lezioni in presenza, c’è quindi da chiedersi se le prossime decisioni siano il risultato del desiderio di “guardarsi negli occhi” e di voler ricominciare, piuttosto che la certezza che tutto possa essere avviato con la massima sicurezza.

Maria Concetta Valente