Non tarda a mancare la replica dell’assessore Pasquale De Simone al disappunto di Motolese sul mercatino di porta Carlo III a Gaeta.

Ecco la replica postata sui social:

Calunniose e diffamatorie le affermazioni del Sig. Motolese. Anzitutto nessuno si è mai tirato indietro di fronte ad una richiesta di confronto. Tra l’altro evodenzio che lo stesso facendosi sponsorizzare dalla segreteria del Sindaco è stato ricevuto dallo scrivente nonche ascoltato.; evidenzio – solo per debito di precisazione, che il primo appuntamento lo ha disatteso per impegni in Molise o Abruzzo! Le affermazioni rabbiose contenute nelle sue dichiarazioni testimoniano (fortunatamnete) il raggiungimento di un obiettivo personale: AVER SPEZZATO I LACCIUOLI CHE PER ANNI HANNO CONSENTITO A DIVERSI OPERATORI (SEMPRE GLI STESSI!) DI ORGANIZZARE IN MANIERA SCIATTA un mercatino di residuale qualità condotto sull’onda dell’approssimazione. Gazebi rattoppati, operatori sguaiti che accoglievano i turisti a torso nudo, sfruttando i locali dei bar frontisti per le ordinarie esigenze di igiene personale. Tutto questo non poteva e non può essere assecondato! Evidenzio che il prezzo che veniva richiesto dalle associazioni organizzatrici ai singoli espositori veniva sostenuto per non offrire nulla: ARIA FRITTA. La fornitura di corrente elettrica avveniva con gruppi elettrogeni non a norma, e senza alcuna assistenza o vigilanza sullo svolgimento dello stesso.. Mi rendo conto di aver neutralizato la “mediazione” delle stesse associazioni che lucravano per l’occupazione di suolo comunale senza offrire alcuna opportunità logistica. Il Signor Motolese ha organizzato un mercatino che non si è discostato per categorie merceologiche e disorganizzazione logistica da quelle portate avante da molte associazioni che si sono succedute in questi mesi. Questa è l’altra novità che ha creato disagio : l’aver dato la stessa poossibilità a tutte le associzioni di potersi esprimere senza tutelare alcuno, e senza rendite di posizioni. Confonde l’idea portata avanti dallo scrivente con il modello precedente dei mercatini, che non intendo piu sostenere nè ospitare nella nostra città. Il villaggio è uno spazio aperto dove trovano spazio non solo gli aspetti commerciali ma nche quelli culturali e sociali. La nuova localizzazione offre spunti interessanti che intendo seguire anche per la stagione invernale. Per gli aspetti di “illeggittimità amministrativa”, risultano risibili e non degni di considerazione. L’aver garantito un’ampia partecipazione ( è questa l’accusa?) ha permesso di soddisfare i profili di trasparenza e par condicio in maniera totalizzante. L’idea del villaggio con diverse forme – culturali sopratutto – è stata ideata interamente da chi le risponde, e non aveva bisogno di alcuna partecipazione ulteriore.