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lunedì, 19 agosto 2019

Il calcio deve ripartire dai settori giovanili. Gli esempi di Gaeta e Fondi

 

 

A sentire Roberto Mancini, commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, sembra che lentamente e a piccoli passi anche il calcio nostrano sia ripartendo. Lo dimostrano i tanti talenti under21 che giocano in Serie A: da Nicolò Zaniolo della Roma a Moise Kean della Juventus, fino ad Andrea Pinamonti del Frosinone.
Domenica scorsa, a Dublino, la nazionale under17 di Mister Nunziata si è fermata in finale contro i pari età dell’Olanda. Ed è da questa sconfitta che deve partire l’analisi dei settori giovanili e delle squadre nostrane. Perché per gli olandesi, in campo, c’erano tanti giocatori che avevano già assaggiato le categorie vere, le prime squadre, il calcio autentico. Un cambiamento che deve farsi registrare anche nella nostra penisola, a tutti i livelli.
Ecco perché l’esempio delle squadre della nostra zona può essere virtuoso. Prendete il Fondi, ad esempio, che accanto a veterani come Daniele Corvia, classe 1984 ex Roma, affianca giovani di belle speranze come Domenico Rocchino, classe 2000. Oppure il Mistral Città di Gaeta che nel campionato di Promozione ha aggregato e fa giocare Nicola Santullo, attaccante del 1999, o il diciannovenne Daniele Guglietta. Tutte piccole promesse del calcio che già in categorie minori iniziano ad assaggiare il campo, le gambe avversarie, le reti. Un po’ come è successo all’ala del Frosinone, Luca Paganini, che scoperto da Bruno Conti e cresciuto in Ciociaria, ha fatto un anno di apprendistato a Fondi prima di diventare un punto fermo dei gialloblu. Stessa cosa per il civitonico Leonardo Sernicola, difensore classe 1997 oggi al Sassuolo, venuto a crescere qui prima di fare 40 presenze a Matera.
Serve fiducia, serve spazio. Un po’ come fanno i grandi club nel resto d’Europa. L’Ajax che ha sbattuto fuori Manchester City e Juventus dalla Champions League ha un’età media di 24.3 anni, mentre i compatrioti del Groningen fanno addirittura meglio con 22.6 anni.
In Itala è soprattutto la Fiorentina ad investire sui giovani: 24 anni la sua età media, nella top 3 insieme a Milan e Udinese. Fanalini di coda Chievo e Parma, con 29 anni di età media. Solo 4 squadre hanno inoltre messo in campo più di 70 volte titolari giocatori under21: sono Sassuolo, Genoa, Milan e Fiorentina, sintomo che nel nostro calcio non ci sia ancora molta fiducia, molta voglia di mettere alla prova.
Il cambiamento, quindi, deve procedere a passi lenti. Dai settori giovanili, dalle scuole calcio. Dai metodi in cui si vive il calcio. Andres Iniesta, in una intervista, disse una cosa su cui riflettere: “Voi ai vostri bambini, quando tornano da una partita, gli chiedete se hanno vinto o hanno perso. Noi gli chiediamo come hanno giocato”. Il culto del risultato, insomma, non sempre è un bene.