Mentre si acuiscono i toni del confronto tecnico sull’ipotesi di bloccare, con l’utilizzo di due cancelli, il camminamento pedonale nel vicolo che da via san Gennaro conduce al vicino Largo Diaz, adiacente alla statale Appia, al fine di scongiurare l’escalation del fenomeno dell’utilizzo dell’area come bagno pubblico all’aria aperta e come ricettacolo di ogni sorta di immondizia, perviene in redazione una nota a firma dell’avv. Vittoria Maggiarra e del dott. Osvaldo Agresti, consiglieri comunali di opposizione a Itri, che hanno fatto dell’eliminazione dei cancelli una battaglia supportata –come si legge nel documento- da motivazioni tecnico-legali. Eccone il contenuto: “Il problema legato all’installazione dei due cancelli in prossimità della Gioielleria “Petrillo”, in via San Gennaro ad Itri, si porta avanti da circa un anno. I due cancelli sono stati apposti a cura e spese di privati cittadini a chiusura di un vicolo pubblico comunale che fa da collegamento tra via San Gennaro e il Corso Vittorio Emanuele. L’autorizzazione all’apposizione di due cancelli è stata rilasciata dal responsabile dell’Ufficio tecnico comunale previo visto “si autorizza” del Sindaco Antonio Fargiorgio. Un’autorizzazione che, purtroppo, viola tutti i crismi della legalità e della legittimità perché rilasciata senza che l’ufficio tecnico di competenza abbia esperito la necessaria istruttoria amministrativa, tanto più in considerazione del fatto che l’area in questione, sita nel pieno centro del paese, è sottoposta a vincolo di interesse storico-artistico-culturale. Il provvedimento autorizzatorio a firma diretta del Sindaco Fargiorgio, dunque, è illegittimo per eccesso di potere e per carenza di istruttoria da parte del competente Ufficio tecnico; è illegittimo per violazione delle norme in tema di giusto procedimento amministrativo e perché difettano i presupposti spazio-temporali per l’emanazione dell’atto. I problemi di sicurezza, di igiene e di abbandono dei rifiuti palesati da alcuni cittadini residenti nelle vicinanze del vicolo non possono, perciò, trovare risoluzione nella chiusura, a mezzo cancelli, di un tratto comunale pubblico e nella gestione degli stessi da parte di privati. Consentire ciò è indice di incapacità gestionale amministrativa e costituisce un pericoloso principio e un pericoloso esempio di gestione dell’assetto e del corredo urbano del nostro paese con incisione dei diritti della collettività tutta e con incisione del superiore interesse pubblico, che è quello della libera fruizione del bene comunale. Per contrastare il degrado e la mancanza di igiene che lamentano gli abitanti della zona interessata, già nel corso del Consiglio comunale del mese di novembre scorso, sono state avanzate diverse proposte dai due Consiglieri di minoranza l’avv. Vittoria Maggiarra e il dott. Osvaldo Agresti. In quella sede, era stato proposto di procedere all’installazione, all’interno del vicolo in questione, di una o due foto-trappole e di un palo illuminante capace di garantire una più ampia luminosità dell’area, in modo da scoraggiarvi la sosta notturna e le azioni di soggetti poco avveduti; i due consiglieri, inoltre, sempre nel corso della seduta pubblica istituzionale, invitavano l’Amministrazione Fargiorgio a chiedere un più frequente controllo notturno alla locale stazione dei Carabinieri e a potenziare gli interventi di pulizia e di cura del demanio pubblico nel vicolo in interesse”.

La situazione lamentata per il vicolo di San Gennaro non è così diversa da quella che altri cittadini lamentano relativamente ad altri vicoli del centro storico (sia basso che alto) e di altre parti del paese. La soluzione, ovviamente, nel rispetto dei principi che governano la cosa pubblica e l’interesse pubblico, non può essere quella di blindare e di dare in gestione a privati un bene che è comunale e che appartiene alla collettività tutta; la soluzione non può essere quella di chiudere (anche solo di notte) i vicoli storici del nostro paese!

La soluzione deve essere trovata nell’applicazione concreta di quanto già proposto dai due Consiglieri comunali Maggiarra e Agresti, ovvero di quanto altro si riterrà opportuno mettere in campo nel rispetto delle norme vigenti e della tipologia dell’area di cui trattasi, scongiurando l’adozione di atti (come quello adottato a firma del Sindaco Fargiorgio e del responsabile dell’UTC) che si definiscono come atti politico-amministrativi prevaricatori.

Orazio Ruggieri