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mercoledì, 15 agosto 2018

La mia storia di figlia adottiva

 

 

Com’è l’adozione vista con gli occhi dei figli? Lo racconta questa figlia adottiva nella sua testimonianza.

Sono Mina Monteduro, figlia adottiva di due splendidi genitori.

Ero una bimba (un misto tra un omino della michelin e un minions ) di 15 mesi quando mi adottarono. Fu il nostro giorno più bello. Più che un adozione, quel giorno fu un matrimonio a 3!

Sono nata a San Pietro Vernotico in provincia di Brindisi ma il mio cuore e il mio sangue sono sempre appartenuti al mio piccolo paese di provincia ove risiedo, ancora più giù, nel medio-basso Salento ! Vivo dal 14 luglio 1993 a San Cassiano di Lecce.

Giunta li tutti quanti mi vollero bene e mi diedero un caldo benvenuto! (caldo perché faceva caldissimo ). Con i miei piccoli occhialini scrutavo la bellezza di amare e sentirsi amati, tant’è che da quando vidi i miei in quel tribunale fui la prima ad aggrapparmi con le braccia al collo del mio nuovo papà, anzi di mio papà!

Respiro da quel giorno il profumo dei campi di grano e di ulivi secolari, mi faccio cullare dal suono del mare, del mio mare. Quello che mi ha insegnato a nuotare come un delfino. Da quel giorno con i miei affianco approfondisco ancora di più il termine AMORE. Quello vero e puro, semplice e genuino che non cambierà e tramonterà mai. Come l’amore che provo per la mia terra. Per il Salento!

Dal 14 luglio vivo in una favola e oggi che ho quasi 26 anni ne respiro ancora la magia.

Grazie ai miei genitori ho potuto studiare, giocare, inserirmi in società, fare volontariato e creare amicizie nuove ma la cosa più incredibile è scoprire il seme innato della musica e del canto, una volta cresciuta.

Papà cantava in un gruppo da giovane, mamma aveva in famiglia parenti che suonavano strumenti musicali ed io ? Non solo ci siamo scelti come famiglia a vicenda, ma avevamo l’amore per la musica in comune. E non lo sapevamo!

Incredibilmente un giorno, avevo 7-8 anni, mentre cantavo ” La solitudine” della mia artista preferita, la Pausini, una vicina di casa mi notò per il timbro vocale e disse ai miei di farmi strada in questo mondo. Loro accolsero con gioia la proposta, visto che anche loro notarono successivamente questa mia dote.

Grazie a loro ho potuto trasformarla in dono e capacità.

Canto e scrivo canzoni, ho inciso un disco e ho avuto modo di vincere tanti riconoscimenti in questo campo ed ogni volta pubblicamente non posso non ringraziare loro per tutto. Non solo un cognome nuovo, una vita nuova, ma anche il dono della musica ci accomunava. Come posso io non amarli? Come posso io non sentirmi figlia loro a tutti gli effetti? Li amo così tanto da rinnegare le mie vecchie radici perché a dire chi davvero siamo non è il dna ma le scelte che facciamo, li amo così tanto che quasi la storia dell’adozione che mi hanno da subito raccontato è una bugia, una follia. Ho tante cose in comune con loro che non mi sembra possibile. Se ci penso, rido incredula! Sono la loro bambina ormai, lo sono stata da sempre e sono felice di far parte della loro vita perché loro riempiono di senso quella mia.

A volte nelle vene scorre sangue, ma è nel cuore che questo sangue pompa e si rigenera di più.

E’ li, nel cuore è marchiato il mio Dna. Un dna che dice che sono una Monteduro a tutti gli effetti. La piccola tempesta di Giuseppe e Chiara. Ecco il dono della vita prezioso che conserverò gelosamente. Questo legame indissolubile.

Alessia Maria Di Biase – Sportello Adozioni Internazionali Ernesto – Gaeta