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“Abbiamo prima scritto una lettera al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti  e poi al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ad altre autorità politiche ed istituzionali per chiedere la convocazione urgente del tavolo istituzionale per concertare diverse modalità operative e rettificare il  bando di adesione volontaria per quanto riguarda l’effettuazione dei tamponi rapidi negli studi medici di medicina generale” così in una dichiarazione Cristina Patrizi, Responsabile Regionale AREA Convenzionale del SMI Lazio e Giuseppe Di Donna, Presidente Regionale SNAMI Lazio, danno notizia  delle due lettere inviate per conto delle loro organizzazioni sindacali sul tema dell’effettuazione dei tamponi negli studi medici.

“Chiediamo la modifica del bando di interesse per l’effettuazione dei tamponi rapidi per il Covid19 a causa di numerosi profili d’illegittimità giuridico- normativa che rendono impossibili farli fare negli studi medici privati de medici di medicina generale”.

“Non è in discussione la nostra disponibilità e la massima collaborazione nella effettuazione di tali procedure diagnostiche, ma ribadiamo la richiesta di sicure modalità” continuano Patrizi e D i Donna.

“Siamo disponibili ad operare in locali aziendali appositamente individuati dalle ASL, laddove la presenza di soggetti risultanti poi positivi non debba compromettere, bloccandola per sanificazione, le comuni e straordinarie attività connesse alla campagna vaccinale ed alla cura di tutta la popolazione”.

“Indichiamo gli ambulatori di cure primarie, appositamente individuati tra quelli a minore afflusso di utenza, stante i criteri di triage in accesso nelle strutture ASL, ed implementati con ulteriore personale medico, resosi disponibile a svolgere tamponi. Le tende e le tensostrutture si possono utilizzare a tale scopo, chiedendo supporto organizzativo alla Protezione Civile ed alla Croce Rossa. Tali strutture si possono collocare in prossimità di plessi scolastici di riferimento dove poter, in sicurezza, effettuare i tamponi rapidi per tutta la popolazione scolastica di riferimento, sgravando così i Drive-in operanti e o che si vanno costituendo ex-novo”.

“I tamponi rapidi, inoltre, si possono effettuare in locali e spazi, individuati dal Comune e dai Municipi, dove poter operare   in sicurezza e da subito metterci a disposizione per effettuare le prestazioni diagnostiche rapide antigeniche, differenziando l’offerta sul territorio”.

“Le caserme e locali dismessi, infine, sono utilizzabili a tal scopo, dove i MMG e PLS dislocati nelle vicinanze possano svolgere in sicurezza anche per la popolazione tale attività di diagnostica strumentale rapida”.

“Confidiamo in un lungimirante e collaborativo riscontro, affinché tutti medici di medicina generale possano concretamente dare il proprio contributo ad una corretta gestione della salute in questa difficile pandemia, che sta dimostrando di essere in una fase di recrudescenza con tutte le criticità connesse”.

“Bisogna evitare, davvero, di mettere in pericolo la sicurezza dei medici e la salute dei cittadini” concludono Patrizi e Di Donna.