contatore statistiche per siti
mercoledì, 16 ottobre 2019

Miracolo salvavita al “Dono Svizzero” a Formia. Salvato bimbo di 5 anni con milza spappolata

 

 

Non è vero che gli angeli non esistono. Ci sono e come e si prendono cura soprattutto dei più piccini. Lo si deduce anche da un meraviglioso episodio di eccellenza operativa nel campo della sanità che si è registrato nella mattinata di domenica a Formia, presso l’ospedale “Dono Svizzero”. Un bambino di cinque anni, con la milza –poi si è accertato- spappolata per l’impatto contro il manubrio della sua bicicletta, veniva trasportato con la massima urgenza, dagli stessi genitori (la madre opera nello stesso nosocomio) presso il Pronto Soccorso. Immediata è scattata la macchina dell’emergenza, con un tining che ha evidenziato un tempo più che perfetto nella sinergia degli interventi tra Pronto Soccorso, Radiologia, Chirurgia e Blocco Operatorio.

Da Sperlonga, dove era appena giunto al termine di defatiganti turni, veniva prontamente chiamato il primario di Chirurgia, il dott. Vincenzo Viola, il quale, scortato dai Carabinieri della stazione di Sperlonga, guidati in prima persona dal comandante del posto, il m.llo Salvatore Capasso, autentico angelo tutelare della vita di un innocente, affrontava il pur critico viaggio fino a Formia (la bella giornata di sole aveva fatto giungere sul litorale sudpontino migliaia di bagnanti le cui auto avevano formato lunghe code sulla regionale “Flacca”)in tempi relativamente fulminei.

In contemporanea si attivava la dott. Maria Rega nell’attenta supervisione di tutte le operazioni che facevano intervenire in pochi minuti il dott. Maurizio Pensavecchia, l’anestesista Biagio La Valle e l’efficientissimo personale della sala operatoria. Piuttosto complesso si è rivelato il delicato intervento, terminato pochi minuti prima delle ore 15,00 e che ha fatto emettere ai medici una scrupolosa prognosi riservata, anche se tutto il procedimento operatorio è perfettamente riuscito. Molto significativa, a margine della drammatica vicenda, la telefonata al maresciallo dei Carabinieri Salvatore Capasso, cui sono giunte le attestazioni di comprensibile gratitudine da parte dei genitori del ragazzo.