Si è inaugurata sabato 6 maggio e resterà attiva fino a domenica  14, a Formia, presso la Corte comunale, la mostra di Lilla Cicala, che ha per titolo “Afrique mon amour”.

Le immagini, semplicemente meravigliose, parlano da sole ed esplicano concetti cui le recensioni non riuscirebbero mai a dare un adeguato corpo. Le donne senegalesi in particolare, con la loro discrezione, i loro costumi colorati e caratteristici, l’aspetto maestoso, il grande senso  di dignità, cui la mano pittoricamente eccellente e veritieramente realistica della Cicala ha dato luminosa visibilità cromatica, hanno stretto con l’artista un rapporto reciproco di fiducia   e rispetto anche al di là della sola realtà professionale. Ed è proprio da qui che sono nati i ritratti della mostra “Afrique, mon grand coeur” ( da un verso di Ndeye Coumba Mengue Diakhate, poetessa del Senegal ).

Lilla Cicala, che a Formia ha iniziato a dipingere sin da ragazza, con questa mostra ripropone  negli spazi della Corte Comunale, per otto giorni, l’esposizione di  questo universo femminile particolare  e significativo.  La mostra, che si compone di 19 ritratti in olio e acrilico, è stata già esposta con grandi consensi nell’importante Museo “Aurum” di Pescara con il patrocinio del Comune, della Provincia  e della Regione.

L’artista, parlando della quale il pensiero non può non andare al mai troppo compianto fratello Carlo, docente, dirigente scolastico in quel di Priverno e, soprattutto, figura amabilissima in tutti i tanti e variegati complessi in cui la sua disponibile umanità lo ha visto impegnarsi, ha coordinato per anni (dal ’90 al 2007) le problematiche sociosanitarie presso l’ambulatorio  per gli immigrati della A.S.L. di Pescara  conoscendo da vicino la realtà e il vissuto quotidiano degli stessi .

Obiettivo di Lilli, al di là dei ritratti, è anche  l’invito a riflettere sulle risorse e le opportunità che il contesto femminile  porta con sé.  Infatti a suo  avviso  queste donne, a volte sorprese in attimi della loro gioia quotidiana di madri o di amiche, altre nei loro momenti di sogno o malinconia , sono parte integrante della nostra realtà,  e ci ricordano che la loro inclusione, esistenziale e professionale, è un passo fondamentale  per una migliore integrazione dei rapporti fra italiani e stranieri.