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lunedì, 25 settembre 2017

PESCA, SCATTA IL FERMO SUL TIRRENO. COLDIRETTI LATINA: “CHE SIA L’ULTIMO ANNO DI UNA FORMULA CHE PENALIZZA LE MARINERIE LOCALI”

 

 

Stop al pesce fresco a tavola per l’avvio del fermo pesca da questa mattina, con il blocco delle attività della flotta da pesca italiana dallo Ionio al Tirreno con riguardo al tratto di costa da Brindisi a Civitavecchia, interessando direttamente il mercato di Roma. Il fermo resta in vigore fino al 10 ottobre.

Lo ricorda Coldiretti Impresapesca. In un paese come l’Italia che importa più di 2 pesci su 3, nelle regioni interessate dal fermo biologico aumenta il rischio di ritrovarsi nel piatto, per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato, se non si tratta di quello fresco nazionale proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla limitata attività locale concessa solo alle barche della piccola pesca che possono comunque continuare ad operare.

Per fare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti è verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (GSA). Le provenienze sono quelle della Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta).

“Sarebbe buona abitudine particolarmente in questo mese, ma direi sempre, rivolgersi presso gli operatori della filiera corta che, anche nella nostra provincia, fanno vendita diretta del pescato come al mercato di Campagna Amica del mercoledi a Latina, in via don Minzoni, o presso le cooperative associate Uecoop, come nel caso di Terracina” sostiene Pietro Greco, direttore della Coldiretti di Latina.

“Dovrebbe trattarsi – aggiunge il presidente Carlo Crocetti – dell’ultimo anno di applicazione dell’attuale formula del fermo biologico che, come abbiamo più volte denunciato, si è rivelata fallimentare. L’auspicio è che dal prossimo anno si adotti un nuovo sistema che sappia contemperare l’esigenza di riproduzione delle specie con quelle economiche e produttive delle marinerie”.