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sabato, 18 agosto 2018

“Riportiamoli a casa”: Gaeta si mobilita per i due “Marò” trattenuti in India

 

 

maro_gaeta“Riportiamoli a casa” questa la scritta che dalla mattinata  di sabato 23 novembre, domina la facciata del Palazzo Comunale di Gaeta.  La città non è rimasta sorda all’invito dei familiari dei Sottufficiali di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora trattenuti in India, ad esprimere solidarietà e sostegno alle iniziative promosse per sensibilizzare governo e opinione pubblica sul ritorno a casa dei due Marò.

L’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, Gruppo Gaeta presieduto da Carlo Di Nitto, e il Comune di Gaeta, rappresentato dal Presidente del Consiglio Comunale Luigi Coscione, sabato 23 novembre si sono ritrovati nel Palazzo Comunale ed hanno esposto, sulla facciata, lo striscione con la suddetta frase. Contemporaneamente a Roma si svolgeva la manifestazione nazionale che vedeva la partecipazione dell’Associazione di tutti i Marinai d’Italia.

“In modo pacifico, senza connotazioni politiche o partitiche – ha affermato il Presidente Coscione  – anche  a Gaeta si è voluto esprimere vicinanza ai due Sottufficiali e alle loro famiglie, sostenendo con forza la necessità di giungere ad una soluzione onorevole e dignitosa, per i due marinai e per l’Italia, dell’intera triste vicenda. Ai due Sottufficiali giunga il nostro invito a non demordere, a mantenere quella fierezza e quel decoro che riempiono di orgoglio tutti i  Marinai e tutti i veri Italiani. Confidiamo nell’azione del governo centrale al quale è legittimamente affidato il compito della trattativa per il ritorno a casa dei due marinai.”

Stessa fiducia negli interventi governativi è stata espressa dal Presidente ANMI Gruppo Gaeta Carlo Di Nitto che ha sollecitato “la messa in campo di ogni risorsa disponibile per concludere l’incresciosa vicenda nell’unico modo giusto e possibile: il ritorno in Italia con onore e dignità, senza alcun giudizio da parte di una giurisdizione, quale quella indiana, non titolata a giudicare soldati italiani in missione per conto del governo italiano”.