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giovedì, 16 agosto 2018

Solidarietà al sindaco Bartolomeo

 

 

20131119-164858.jpg«Questo è quello che accade quando la politica si trasforma in macchina del fango e la denuncia si sostituisce ai contenuti politici con l’unico obiettivo di creare confusione. Al Sindaco esprimiamo la nostra piena e incondizionata fiducia». La sera del 19 dicembre 2011 Maria Rita Manzo, Luigi De Santis, Pietro Filosa, Sandro Zangrillo, Giuseppe Masiello e Augusto Ciccolella sedevano sui banchi dell’opposizione accanto all’attuale sindaco Sandro Bartolomeo, all’epoca capogruppo del Pd. Si discuteva l’ordine del giorno da loro promosso. Il tema era quello delle infiltrazioni criminali e, con riferimento alla posizione dell’allora assessore Pasquale Cardillo Cupo, della compatibilità morale e politica tra il ruolo di amministratore comunale e quello di avvocato difensore di famiglie in odore di camorra. Il dibattito finì in bagarre e Cardillo Cupo denunciò l’attuale Sindaco per diffamazione. La vicenda è ora oggetto di un processo che inizierà nel novembre 2014. «Quella sera – ricordano Manzo, De Santis, Filosa, Zangrillo, Masiello e Ciccolella -, come gruppi del Sel e del Partito Democratico, presentammo al Consiglio un ordine del giorno che sottoponeva una serie di questioni e lanciava un elenco di proposte: dall’accesso on line degli appalti, all’istituzione di una sede distaccata della Dia e della Dda, all’osservatorio comunale per il monitoraggio dei fenomeni criminali. Chiedemmo inoltre che l’amministrazione si impegnasse a non includere figure detentrici di rapporti professionali con esponenti della camorra. L’ordine del giorno non fu mai votato e prevalsero le tesi negazioniste di Michele Forte. In quel frangente, l’atteggiamento di Cardillo Cupo scatenò la rabbia di molti, specie di alcuni consiglieri di maggioranza cui l’assessore consigliò di tacere. “Potrei andare oltre…” – disse rivolto al consigliere Pdl Salvatore Forte. Giuseppe Simeone prese le difese del collega di partito e minacciò di abbandonare l’aula qualora l’assessore della sua maggioranza non avesse spiegato cosa intendeva. Questo – ricordano – è lo scenario che maturò in quel Consiglio Comunale. Nel merito della vicenda processuale non intendiamo entrare. Stupisce però che un ex assessore, anziché dare risposte sugli importanti temi contenuti in quell’ordine del giorno, si preoccupi di redarguire Bartolomeo e di portare la vicenda in Tribunale. Questo succede quando la politica si trasforma in qualcosa di diverso. Una strategia che, tuttavia, non riteniamo vincente. Comprendiamo che la ridotta visibilità determinata dall’esito elettorale ponga Cardillo Cupo in qualche difficoltà. Del resto, è in ottima compagnia. Sia a destra che a sinistra, si agita ogni giorno la schiera degli scontenti, gli sconfitti alle elezioni che pensano di ribaltare l’esito delle urne gettando tonnellate di fango sul sindaco e l’intera amministrazione. Questa è la politica? Quella dei manifesti diffamatori affissi in campagna elettorale? Continuino pure – concludono -. Formia ha già dimostrato cosa pensa di tutto questo. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità. Lo abbiamo sempre fatto e sempre lo faremo».

Nota stampa Consiglieri di minoranza della precedente Amministrazione Comune di Formia