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venerdì, 22 novembre 2019

Turismo smart e patrimonio culturale, un’app per il centro storico di Gaeta

 

 

Sui beni culturali del Centro storico di Gaeta, in particolare su quelli di carattere religioso e difensivo, esiste una ricca bibliografia che analizza gli aspetti storico-architettonici e artistici. Accanto a questi testi specialistici, ve ne sono altri con un taglio diverso; l’attenzione è centrata sugli attrattori più rilevanti nello skyline di Gaeta, mentre gli altri beni culturali sono ignorati, appena citati o descritti sinteticamente.

Oggi in Comune a Gaeta è stata presentata un’app che costituisce uno strumento innovativo per comunicare ad insiders e outsiders quella peculiare prospettiva con cui le scienze geografiche guardano ai sistemi insediativi. Il centro storico è, infatti, considerato come un insieme unitario e complesso, in cui ciascuna emergenza culturale acquista significato ed arricchisce le proprie valenze in relazione al contesto che ne è la matrice.

Nell’app sono state inserite le diverse tipologie di beni culturali che caratterizzano Gaeta, considerando sia gli attrattori che – per dimensioni e caratteristiche – hanno un maggior impatto sul profilo di Gaeta (Castello angioino-aragonese, Campanile del Duomo, Chiesa di San Francesco) sia quelli meno evidenti dal lungomare ma ugualmente significativi dal punto di vista storico, architettonico, identitario. I beni culturali non sono stati trattati in un’ottica puntuale ma sono connessi tra loro da itinerari finalizzati ad inquadrare la complessa stratificazione, il ruolo e le funzioni che ha avuto ciascuna parte del centro storico40.

Il taglio geografico dell’app consiste proprio nell’aver localizzato su base cartografica e su immagine satellitare i punti d’interesse e gli itinerari; in questo modo, non solo è possibile comprendere l’andamento dei percorsi e la posizione dei beni ma anche valutare le relazioni che essi hanno con il profilo fisiografico del promontorio.

Sono stati, infatti, individuati tre itinerari: il primo prospiciente al mare, il secondo nella parte sommitale, il terzo sul versante rivolto verso il Golfo. Questi costituiscono una sorta di “spina dorsale” intorno a cui raccordare emergenze alto-medioevali, angioine, aragonesi, borboniche, risorgimentali, nonché espressioni della cultura e dell’identità locale. Non mancano, inoltre, resti archeologici riutilizzati ed inseriti in architetture successive. I contenuti testuali, pur riferendosi ai singoli beni e soffermandosi sulle specificità, costituiscono una narrazione unitaria – una sorta di placetelling; costanti, infatti, sono i riferimenti alle altre emergenze degli itinerari, al paesaggio circostante, al centro storico visto nel suo insieme. Il bene culturale o identitario è un tassello nel processo di stratificazione e progressiva definizione di un paesaggio costruito soggetto a fasi di profondo cambiamento, in particolare dal 1860 ad oggi con l’assedio di Gaeta, con l’abbattimento delle mura nel primo Novecento e con l’acquisizione di funzioni turistiche negli ultimi decenni. Tale impostazione si riflette anche nell’apparato iconografico in cui il bene culturale è preferibilmente colto nel contesto di riferimento. Pur non sempre compresi nel loro significato e nelle loro valenze, i beni culturali dell’itinerario “Lungomare” possiedono, comunque, una visibilità e un potenziale legato alla peculiare posizione. Al contrario, l’itinerario “Parte alta” e ancor più l’itinerario “Salite e calate” considerano un patrimonio di difficile fruizione, abbandonato, nascosto. Grazie all’app è stato possibile localizzare con precisione questi beni culturali lungo l’asse sommitale e, soprattutto, nell’intricato dedalo di scalette e nel denso tessuto insediativo che caratterizza il versante del promontorio. La app “Gaeta – Il Centro storico”, è stata al momento sviluppata in ambiente Apple.

Dopo un periodo di prova “sul campo”, in base al riscontro ottenuto da parte degli utenti finali, si procederà allo sviluppo della stessa anche in ambiente Android. Entrambi i dispositivi sono, infatti, in grado di fornire le stesse tipologie di servizi (GPS, mappe, visualizzazioni di contributi testuali e fotografici) che vengono utilizzati all’interno della app.

Le mappe utilizzate sono quelle native Apple che, sviluppate per il sistema operativo del dispositivo, interagiscono più stabilmente con la app. Anche se in origine non era così, ormai la qualità delle mappe Apple è pari a quella di Google Maps. C’è la possibilità da parte dell’utente di visualizzare le mappe native in modalità standard oppure in quella ibrida41. L’ICT come strumento di coesione. La progettazione dell’app “Gaeta – Il Centro storico” si inserisce in un lento processo di riqualificazione e valorizzazione del tessuto insediativo promosso da una molteplicità di soggetti che vivono e operano all’interno del centro storico.