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Assegno Unico, per chi aumenta e quando: cosa è importante sapere

All’inizio di ogni anno cambiano gli importi dell’Assegno Unico, alcuni cittadini avranno diritto a un aumento, ecco di chi si tratta e perché.

A partire dal 2022 il Governo ha introdotto l’Assegno Unico Universale (AUU), misura che spetta a tutte le famiglie con figli a carico, sin dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno (non sono previsti limiti di età per i figli disabili). Una volta raggiunta la maggiore età, l’agevolazione è destinata però a cambiare, si riceverà ancora l’importo solo se il ragazzo frequenta un corso di formazione scolastica, è disoccupato o se svolge attività lavorativa con reddito annuo inferiore a 8mila euro.

L’Assegno Unico rappresenta un importante sostentamento per le famiglie – Gazzettinodelgolfo.it

Il suo valore non è fisso, ma varia in base del reddito complessivo dichiarato dal nucleo familiare, misurato attraverso l’Isee. Nel caso dei nuclei con indicatore superiore ai 45.939,56 euro, l’importo minimo riconosciuto a ciascun figlio nel 2025 è di 57,5 euro, cinquanta centesimi in più rispetto allo scorso anno. Ci sono poi altre modifiche all’inizio di ogni anno, tenendo presente il valore dell’inflazione, che condiziona inevitabilmente il costo della vita, così da cercare di ridurre il più possibile il disagio dei cittadini.

Come cambia l’Assegno Unico nel 2025

L’anno è iniziato da poco, per questo è naturale chiedersi per i percettori dell’Assegno Unico se il suo valore abbia subito modifiche, anche se lievi. La scelta di tenere presente l’ISEE di un nucleo familiare e il costo della vita, in base alle variazioni dell’indice Istat, rappresenta una decisione importante, che punta a cercare di ridurre il più possibile eventuali disiirminazioni e disagi che possono esserci nella società attuale.

Sul sito dell’INPS sono presenti tutte le indicazioni opportune – ANSA – Gazzettinodelgolfo.it

Sulla base di questi parametri, l’adeguamento stabilito è dello 0,8%, così da determinare una serie di incrementi anche nelle some erogate in maniera proporzionale. In caso di dubbio su quanto si dovrà ricevere è possibile consultare il sito dell’INPS, dove sono presenti le tabelle aggiornate, che consentono di avere una visione d’insieme aggiornata, in vista dei primi versamenti, da febbraio 2025.

L’Assegno Unico che sarà erogato a marzo comprenderà anche l’aumento relativo a gennaio. Come riportato, per i nuclei con indicatore non superiore a 17.227,33 l’Assegno tocca quest’anno una quota massima di 201 euro, circa 2 euro in più rispetto al 2024 (199,4). Altri ritocchi coinvolgono le fasce ISEE intermedie: i nuclei che dichiarano redditi annui da 18.835,23 a 18.950,07 euro avranno un contributo pari a 192,4 euro (nel 2024 era 190,2), mentre per per la fascia compresa tra 25.037,07 e 25.151,91 euro l’assegno attuale è pari a 161,4 euro, circa 3 euro in più rispetto al 2024.

L’importo viene concesso in misura proporzionale al reddito – Gazzettinodelgolfo.it

Sono state inoltre previste delle maggiorazioni per chi ha figli che hanno meno di un anno, in questo caso la cifra mensile aumenta del 50% fino al compimento del primo anno di vita del bambino. Un ragionamento analogo vale per le famiglie con almeno tre figli a carico e un Isee non superiore alla fascia massima che, come detto, per il 2025 è pari a 45.939,56 euro. In questo caso per ogni figlio con età compresa da 1 a 3 anni, l’importo dell’Assegno Unico raddoppia del 50%. Nel caso invece dei nuclei con almeno 4 figli a carico, la maggiorazione forfettaria si attesta quest’anno sui 150 euro

È inoltre prevista una compensazione accessoria riconosciuta ai nuclei con Isee fino a 25mila euro che hanno subìto eventuali perdite nel regime passato. Questo si verifica quando ci sono figli minori da parte del richiedente o da parte di un altro componente che nel corso del 2021 hanno beneficiato dell’Assegno al nucleo familiare (Anf).

Non è necessario presentare alcuna domanda se si rientrava già in passato tra gli aventi diritto. Questa diventa indispensabile solo se l’INPS dovesse avere notificato decadenze, revoche o rinunce. Entro il 30 giugno 2025 si deve comunque presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) che attesti la situazione economica per l’anno in corso. Qualora questo non avvenisse, sarà concesso l’importo minimo.

Ilaria Macchi

Nata il 4 ottobre 1982 sotto il segno della Bilancia e, come tale, amante del bello (la moda è una delle mie passioni) e della giustizia. Sono laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano e ho maturato esperienza come giornalista su web, carta stampata e web TV. Appassionata di sport, calcio in modo particolare, Tv e motori.

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