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Attualità

Dal 1° gennaio non si possono buttare più i vestiti nell’indifferenziato: si rischiano multe severe, cosa fare

Fai molta attenzione perché una disattenzione potrebbe costarti molto cara. Ecco tutto quello che devi assolutamente sapere. Capiamo bene il cambio di regole.

Molto spesso abbiamo un numero incredibili di abiti e quando cambia l’anno ci vogliamo dedicare al decluttering. Ovviamente questo fa bene al nostro umore ma anche alla nostra anima perché dedicare qualcosa per gli altri che non possono ci fa stare bene. Ma se vogliamo buttare qualche capo rovinato che non possiamo donare e lo gettiamo nell’indifferenziato rischiamo moltissimo.

Dal 1° gennaio non si possono buttare più i vestiti nell’indifferenziato: si rischiano multe severe, cosa fare-Gazzettinodelgolfo.it

Si, a partire da quest’anno cambia tutto. Scopriamo insieme come e che cosa fare se abbiamo degli indumenti del quale ci vogliamo disfare. Prendi nota è molto utile.

Vestiti nell’indifferenziato? Assolutamente no!

Questo nuovo anno è iniziato da pochissimo con un piccolo ma grande cambiamento. Dal primo gennaio non possiamo assolutamente gettare i materiali tessili nell’indifferenziata ma avranno tutta una loro categoria per lo smaltimento. Un cambiamento incredibile per tutti i cittadini dell’Unione Europea.

Vestiti nell’indifferenziato? Assolutamente no!-Gazzettinodelgolfo.it

Il motivo di questa scelta? Cercare di ridurre l’impatto ambientale per questo settore che spesso viene accusato di inquinare moltissimo. Ecco quindi che non potremmo gettare i vecchi pantaloni rovinati o le magliette rotte nell’indifferenziata. Ogni Comune dovrà mettere degli appositi contenitori sul territorio per permettere una raccolta corretta.

Una novità molto interessante che cerca di promuovere una economia circolare. Ma cerchiamo di capire meglio che cosa si intende con la parola rifiuti tessili. Comprende tessuti di arredamento, biancheria della casa, abiti ma anche scarpe. In questo modo si potranno evitare che tantissimi prodotti finiscano in discarica.

Il nostro bel paese è stato un vero e proprio pioniere in questo settore tanto che è attiva la raccolta differenziata dei tessuti dal primo gennaio 2022. In Europa le aziende tessili sono responsabili tra il 2 ed il 10% delle emissioni di anidride carbonica e del 20% di inquinamento delle acque dolci. Ma i materiali che vengono recuperati che fine fanno?

Vengono inviati in appositi processi per il recupero ed utilizzati nuovamente per avere nuove fibre. Ma di quanto può essere la multa per chi non rispetta da quest’anno questa direttiva? Parliamo di cifre molto salate che possono arrivare fino a 2500 euro. Un modo per cercare di sensibilizzare tutti i cittadini ad un comportamento corretto per il nostro ambiente.

Quindi, dal adesso in poi fai molta attenzione a quello che butti e dove lo fai. Ricordati che è per il bene dell’ambiente, già tanto martoriato, ma anche per il tuo portafoglio se viene colto in fragrante.

Silvia Petetti

Mi chiamo Silvia e vivo in provincia di Roma. Sono una Giornalista Pubblicista iscritta all’ordine del Lazio. Mi piace scrivere e cucinare ma dimentico sempre le ricette e metto verdure ovunque, anche nei dolci!

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