Calvo e Sant’Andrea. Tempestivo l’intervento dei Vigili del Fuoco, degli agenti del Corpo Forestale dello Stato della stazione di Fondi agli ordini del comandante Roberto Mattei e di ben tre squadre dei
vonontari della Protezione Civile “Falchi Pronto Intervento”.
A loro si sono uniti anche molti privati che, munitisi di una pompa, si sono posti a protezione delle loro abitazioni, dalle quali erano usciti tutti gli occupanti, delle stalle, dei magazzini agricoli e dei mezzi meccanici, oltre che degli autoveicoli. L’impegno contro il fronte delle fiamme ha fiaccato le forze degli operatori che, comunque, senza mai arretrare, alla fine, quando era già giorno, sono riusciti ad aver ragione completamente dell’immane rogo prima di passare a bonificare l’intera vasta zona dove sono andate bruciate estensioni di macchia mediterranea, qualche albero, tanta sterpaglia di poderi lasciati incolti “anche per le crescenti limitazioni imposte da norme a volte miopi che –si sono lamentati molti residenti della zona- proibiscono di usare il fuoco controllato nel mese di giugno, per distruggere mucchietti di sfalci adeguatamente monitorati durante la loro distruzione con il metodo della combustione”.
Orazio Ruggieri
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