L’amministratore della struttura è stato così denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino per impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, mentre le anfore e le macine sequestrate, attualmente custodite presso la caserma del reparto operante, saranno analizzate dagli esperti della Soprintendenza per i Beni Archeologici circoscrizionalmente competente che provvederà a darne una più precisa collocazione storica.
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