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“Generazioni pomodoro”: arte, storia, letteratura ed enogastronomia all’ombra di Palazzo Caetani

Ha ispirato pittori, registi e scrittori, delizia i palati, muove l’economia locale e compare in gran parte delle pagine di storia: per la città di Fondi il pomodoro non è un semplice frutto della terra ma uno degli elementi cardine della tradizione locale tanto che l’associazione Giuseppe De Santis, i produttori del pomodoro Torpedino ed il ristorante Vicolo di Mblo’ hanno voluto dedicargli un evento in grande stile. A celebrare uno degli elementi principali della cucina fondana saranno dunque un libro, un documentario, un quadro e una rievocazione storica. “Generazioni pomodoro” questo il nome dell’evento in programma per venerdì 18 settembre in una cornice oltremodo suggestiva: il cortile di palazzo Caetani a Fondi, nelle cui sale ci si potrà trasferire in caso di pioggia.

La serata si aprirà con una proiezione incentrata sul passaggio dalla coltivazione delle arance a quella dei pomodori dopo la gelata del 1956. Il filmato, che racchiude interviste inedite a protagonisti di ieri e di oggi, promette momenti di particolare intensità soprattutto per chi è particolarmente legato alla storia della città di Fondi. Così hanno visto nel corso della storia il pomodoro i cittadini, ma come è stato interpretato nel mondo dell’arte? Del resto, questo prezioso frutto della terra è una natura morta come tante. Ettore de Conciliis, artista noto soprattutto per le sue pennellate impressioniste di fiumi, mari e specchi d’acqua (tra cui anche il Lago di Fondi), parlerà di “Tomato and Knife”, opera del 1988. Ad essere ispirato da questo gustoso e versatile frutto è stato anche un affermato scrittore, Alfonso Celotto, docente universitario e luminare di diritto costituzionale, che proprio quest’anno ha dato alle stampe il suo ultimo lavoro “Il pomodoro va rispettato”. Più ampia la visione del regista Gianfranco Pannone che nel suo mediometraggio “Pomodori” (1999) ha invece percorso da nord a sud l’Italia, non senza una lunga pausa descrittiva dedicata al mercato ortofrutticolo di Fondi, con l’obiettivo di raccontare più che i frutti del titolo, le persone che vi lavorano intorno, la crisi economica, la nostalgia degli immigrati e le ambizioni degli industriali.

Tanta cultura, naturalmente, sarà accompagnata da una ricca cena a base di Torpedino, il primo pomodoro a marchio laziale e l’unico ad essere coltivato esclusivamente nella Piana di Fondi. Ad accompagnare le portate, preparate con cura dal ristorane Vicolo di Mblo’, sarà un vino selezionato dagli esperti della Cantina Petilia di Altavilla Irpina (Av).

redazione

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