A questo tema ne è collegato un altro.
L’associazione che gestisce la piccola struttura nella Villa Comunale, paga un affitto al Comune, che sebbene ridotto, arriva a pesare 400 euro al mese.
Bisogna rivedere questa condizione e ridurre, se non eliminare, questa inutile gabella. So bene che non è facile con le leggi attuali concedere spazi pubblici senza alcuna compensazione economica, ma l’Happy Bar non è un’attività commerciale, è un progetto di integrazione sociale, e peraltro di successo.
Lo abbiamo sostenuto, ora non abbandoniamolo a se stesso.
Claudio Marciano
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