Quest’oggi, l’organismo creato dal “nostro” concittadino, compie 35 anni.
Il pensiero che contraddistingueva Don Luigi era fondato sul ricostruire il tessuto sociale ed analizzarlo “per capire dove si era fallito” e cercare di operare lì. Difatti, bisogna aiutare una persona prima che diventi “senzatetto”; se si interviene in un momento successivo e’ già un fallimento per l’intera comunità; significa che si è rotta la rete di solidarietà, ed è lì che deve subentrare la carità. Don Luigi sosteneva che “Il vero compito del volontariato è politico”, agendo sempre di conseguenza, anche se tale comportamento lo portava in conflitto con le autorità politiche e talvolta ecclesiastiche.
Il suo pensiero lo ritroviamo in alcune righe da lui scritte su un quaderno di scuola, pochi giorni prima della morte, avvenuta a Milano nel 1977:
“La Chiesa non può dimenticare che è lo Spirito e non i suoi funzionari che realizza l’unita come la cattolicità, che anima la santità, garantisce l’apostolicità e ispira al servizio della parola e a quello della liturgia primizia della vita eterna”.
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