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Lorenzo Vazzana:Il mio contributo per la Rivoluzione Gentile di Passerino.

Lorenzo Vezzana
“Gaeta ha le potenzialità e le bellezze per poter creare lavoro tutto l’anno, ma in tutti questi anni non sono state mai valorizzate”, esordisce cosi Lorenzo Vazzana, giovane gaetano, consulente di marketing digitale, impegnato nello sviluppo di imprese online.
“Una rivoluzione gentile, quella a cui ho deciso di prendere parte, e questa rivoluzione parte da un nome, ovvero Luigi Passerino. L’unico candidato a Sindaco che ha compreso il potere del digitale e soprattutto che il digitale non è il futuro, ma il presente di tutto il mondo, non solo dell’Italia o di Gaeta. Detto questo, vorrei anche dire qualcosa sul mio ruolo di giovane nella città di Gaeta. Ho visto amici, ma veramente troppi amici, costretti per lavoro a scappare dalla nostra amata città, per andare all’estero, o in altre città italiane, perché Gaeta non gli offriva nulla. Sono personalmente stanco di sentire che c’è crisi, che è tutta l’Italia che è in rovina, che il mondo sta cadendo. Ogni crisi nasconde una possibilità. Gaeta è, per me, croce e delizia. Molte volte ho pensato di abbandonarla, di andarmene, per andare ad abitare in città dalla mentalità più aperta, da una visione più lungimirante e soprattutto in città dove la cultura e l’intelligenza siano al centro dei progetti cittadini, e non visti come semplice svago. Gaeta è come una bella donna costretta dai molti mariti a fare da schiava in casa, anziché poter mostrare la propria bellezza al mondo. Questo è quello che hanno fatto i sindaci di Gaeta che ho visto da quando son nato. Hanno segregato Gaeta in casa come una moglie da sfruttare, e voglio sottolineare sfruttare, solo a proprio piacimento, senza condividerne le sue bellezze con il mondo. Una città dove ha sempre dominato l’intrigo, il pettegolezzo, la maldicenza anziché la visione, la prospettiva, la grandezza, la gloria. Ma conosco gaetani che la pensano come me, conosco giovani che la pensano come me, che non vorrebbero andar via dalla nostra amata città, ma ne sono costretti. Penso che Luigi, detto con crudeltà, sia l’ultima spiaggia, poi, sinceramente, riesco a vedere solo il buio di mariti burocrati sempre pronti a nascondere la moglie Gaeta per paura che possa fuggire dalla sua schiavitù, per sempre.

redazione

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