La gara servirà per assegnare la gestione triennale di 38 delle 74 postazioni del servizio ambulanze nel Lazio, a cui fa riferimento l’ Ares 118 per far fronte alle emergenze segnalate sul territorio. Due i lotti: il primo da 30,7 milioni, relativo alle province di Roma, Rieti e Viterbo, il secondo da 37,7 milioni, che contempla i territori di Frosinone e Latina.
Quasi tutti gli stalli ad oggi sono in capo alla Croce Rossa Italiana, che per effetto dell’ultima riforma governativa verrà parzialmente privatizzata e, per questo, le piccole ambulanze chiedono un “confronto ad armi pari”.
In particolare, la Croce Blu punta il dito contro il punto 9 contenuto a pagina 26 del Disciplinare di gara, che su 100 punti in palio ne assegna 85 all’ offerta economica al ribasso, mentre lascia gli altri 15 alla “qualità tecnica dell’ offerta”, i cui parametri sono contenuti nel bando, con conseguenti “ripercussioni sui lavoratori e sui relativi contratti”.
“Quante assunzioni “in nero” -si domanda la Cooperativa guidata da Mariano Buttari- dovranno essere fatte per mantenere offerte economiche così basse e convenienti?”. Secondo il presidente della Croce Blu “chi già gestisce le postazioni può abbattere costi per diverse migliaia di euro al mese, costringendo i competitor a partire con l’ handicap. Utenze telefoniche, utenze radio, strutture accessorie sono infatti di proprietà del gestore”.
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