Quella di operatore socio sanitario (OSS) è oggi una posizione molto ambita a livello professionale, soprattutto se con contratto pubblico.
Per diventare OSS bisogna seguire un particolare percorso di formazione. Non c’è necessità di aver conseguito una laurea o un diploma specifico. Bisogna invece frequentare un apposito corso di formazione. Di norma, tali corsi sono organizzati dalle Regioni o dalle Province autonome, e si articolano in lezioni teoriche e tirocini pratici. La durata del periodo di formazione è variabile, ma non si parla mai di meno di mille ore.
La fase più delicata è quella del tirocinio, ovvero della pratica. Il bravo operatore socio sanitario ha bisogno di imparare a lavorare sul “campo”, sotto la supervisione di tutor esperti, in contesti altamente formativi come ospedali, case di cura, centri di riabilitazione e case famiglia.
Poi, al termine del corso, c’è l’esame finale, con prova scritta, orale e pratica. Superato l’esame, si ottiene l’attestato di qualifica professionale. A oggi non esiste un albo professionale per gli operatori socio sanitari. Per lavorare nel pubblico bisogna quindi partecipare ai concorsi, seguendo i bandi pubblicati dalle ASL e dal Ministero della Salute. Per lavorare nel privato, in cooperative sociali o come assistente domiciliare bisogna cercare le offerte di lavoro o proporsi alle strutture con un curriculum.
Non è un lavoro facile, quello dell’OSS, anche se viene spesso descritto secondo vecchi stereotipi e confrontato, specie in base al tempo di formazione relativamente più ridotto, come meno impegnativo rispetto a quello svolto da un infermiere. In realtà, il bravo operatore socio sanitario deve possedere diverse competenze professionali e pratiche, da abbinare a delle qualità umane ed empatiche assai importanti.
Gli OSS si occupano infatti di persone con necessità particolari: anziani, disabili o malati cronici. Devono quindi saper essere emotivamente pronti, disposti al sacrificio e a caricarsi di varie responsabilità. Lavorano poi su turni, che possono includere notti, weekend e festivi… L’operatore socio sanitario con contratto pubblico può però godere di maggiore stabilità e sicurezza lavorativa rispetto a quelli privati.
E lo stipendio netto per un OSS con contratto pubblico varia da circa 1.100 a 1.800 euro al mese, ciò a seconda dell’esperienza e delle responsabilità. Inoltre, i dipendenti pubblici riescono a ottenere vari benefit, come ferie retribuite, malattia pagata, possibilità di avanzamento di carriera e di accesso a formazioni e corsi di aggiornamento organizzati dall’ente pubblico.
Le condizioni di lavoro possono però variare anche di molto in base alla struttura e alla Regione. Conta anche il livello di inquadramento. Con almeno tre anni di esperienza, la retribuzione media è già sopra i 1.300 euro netti al mese, e non è male.
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