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Sanità nel Lazio, Leccese: “Ci auguriamo che la nostra regione rinasca”

La conferenza Stato Regioni ha stabilito che il Lazio è al secondo posto nella classifica delle ripartizioni dei fondi per la sanità con 10,15 miliardi, dietro alla Lombardia con 17,5 miliardi e davanti alla Campania con 10,12.
Sono 400 milioni in più rispetto alle precedenti assegnazioni. Questo grazie ad un aggiornamento dei data base e delle piattaforme informatiche che hanno consentito di valutare il reale numero dei cittadini della regione Lazio.
C’è dunque la speranza che la regione esca dal commissariamento e che possa iniziare una nuova era sanitaria.
Cristian Leccese coordinatore dei Club Forza Silvio per la regione Lazio dichiara: – “Auguriamo alla nostra regione una rinascita dal punto di vista sanitario. Per troppo tempo abbiamo assistito ad uno scempio all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e del personale sanitario ed assistenziale nonché dell’offerta relativa ai servizi al cittadino. Sarebbe opportuno rivedere tutte le domande e le offerte di prevenzione, cura e riabilitazione nelle varie province e stabilire nuovi criteri di assegnazione dei fondi. Valutare le strutture d’elezione, ampliare i servizi laddove necessario e potenziare le risorse umane. Favorire una gestione del personale che valorizzi lo stesso anziché demotivarlo. Non dimentichiamo che i nostri professionisti sanitari sono tra i più preparati al mondo. Il SSN italiano è considerato dall’OMS ai primi posti nella garanzia delle cure e nella formazione. E’ auspicabile la collaborazione di tutte le forze politiche. Evitare ostruzionismi di sorta e verificare che ogni provincia sia dotata di strutture atte a far fronte all’emergenza ed alle esigenze sanitarie della cittadinanza. Il 70% dell’attività regionale riguarda il comparto sanità dunque assolutamente prioritario. E’ necessario rivedere anche i rapporti con le strutture convenzionate che nel Lazio sono oltre il 30% a differenza di altre regioni che affidano solo il 10-20% delle convenzioni a strutture private. Tutto questo porterebbe una vera rivoluzione territoriale e riporterebbe il Lazio ad essere una tra le regioni guida nella sanità e che lo meriterebbe anche grazie al mondo associazionistico del volontariato che in molti casi supplisce le carenze” -.

Comunicato Stampa

redazione

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