“L’idea nasce dalla volontà di sei persone -Raffaele Matarazzo e le sorelle Anna, Nunzia, Pia, Antonella e Paola Terracino- eternamente innamorate della città di Gaeta, attualmente residenti a Conegliano Veneto. Scopo del gruppo quello di avvicinare Gaeta ai suoi figli, soprattutto a quelli più lontani”. Non riesce a nascondere la felicità per il successo del gruppo Raffaele, nell’intervista rilasciata al Gazzettino del Golfo.
Uno dei post che ha riscosso più successo -più di mille commenti in pochi giorni- è quello in cui si elencano i soprannomi gaetani: “Questo gruppo è aperto a tutte le persone che amano Gaeta, fa riscoprire detti, aneddoti ma al tempo stesso ha fatto sì che molti nipoti si rivolgessero ai nonni per rispolverare nomi, appellativi, vecchi proverbi o frasi in dialetto ormai poco usate, un raro caso in cui la moderna tecnologia sta facendo socializzare le diverse generazioni. La riscoperta del dialetto è uno dei fattori più belli, grazie anche allo studio effettuato dal Comandante Salvatore Antetomaso, gaetano verace, sulla fonetica, la morfologia e la sintassi del nostro dialetto, in ‘Gliù ruocee’ postato sul gruppo”.
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