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Sequestrate ciliegie di dubbia provenienza, Coldiretti: “estendere la tracciabilità in etichetta anche ai prodotti ortofrutticoli”

“I controlli, in questo caso, hanno funzionato. Ma quante altre tonnellate di ciliegie di dubbia provenienza hanno finora invaso o sono pronte ad invadere il mercato di Roma e della regione?”.

A chiederlo è David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, nel commentare la notizia del sequestro eseguito al Car di Guidonia dove è stato intercettato un carico di dieci tonnellate di ciliegie inizialmente spacciate per pugliesi, ma che però sarebbero state importate dai Balcani. “Spero vivamente – aggiunge Granieri – che questo episodio possa contribuire a dare forza alla nostra battaglia per l’etichettatura obbligatoria dell’origine di tutti i prodotti agroalimentari che entrano nel nostro Paese”.

Un primo, straordinario risultato, in tal senso, è arrivato sul fronte della difesa del latte autenticamente italiano, con il premier Matteo Renzi che, raccogliendo le istanze della Coldiretti, ha annunciato il varo di un decreto per introdurre l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine di tutto il latte importato e venduto in Italia e dei derivati. “Estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di ogni prodotto, ortofrutticoli compresi, è la soluzione – aggiunge il direttore della Coldiretti del Lazio, Aldo Mattia – per tutelare i nostri produttori danneggiati dalle importazioni fuori controllo, per mettere i consumatori al riparo dalle trappole alimentari e fornirgli tutte le informazioni necessarie per fare una spesa informata e consapevole”. Un recente sondaggio promosso dal Ministero delle Politiche Agricole ha certificato che la stragrande maggioranza degli italiani è pronta a spendere anche più soldi pur di poter scegliere e acquistare prodotti dellagroalimentare autenticamente Made in Italy.

redazione

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