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Tatticamente post partita, Catania-Milan

A cura di Angelo Capotosto.
Catania – Milan 1-3 ( 13’ Castro, 20’ Montolivo, 63’ Balotelli, 81’ Kakà)
Tattica: Montagne russe societarie negli ultimi giorni in casa milanista che si sono tradotte nel secondo successo consecutivo in trasferta su due campi storicamente ostici come il Celtic Park e il Massimino o Cibali per i più nostalgici. A dir la verità le squadre affrontate dal Milan nell’ultima settimana non rendono giustizia al loro passato più o meno recente, ma dalle parti di Milanello non fanno troppo gli schizzinosi dopo l’avvio disastroso di stagione. La squadra di Allegri si presenta rabberciata soprattutto in difesa con un inedito Poli terzino destro e coppia di centrali l’ex di turno Silvestre e l’esperto Bonera. Emanuelson a completare il pacchetto arretrato.
Il Catania sta bene fisicamente anche se mentalmente ha paura di passare l’ennesima domenica senza muovere la classifica e forse con un po’ più di coraggio, quello dimostrato dopo il raddoppio del Milan e per giunta in 10 contro 11, avrebbe potuto impensierire il Milan. Un 4-3-3 con Castro e Barrientos come ali offensive si tramuta troppo spesso in un 4-5-1 lasciando 30 metri di spazio fra l’eremita Maxi Lopez e il resto della squadra.
La partita è stata spigolosa, sporca e a tratti cattiva con l’episodio di Spolli sotto la lente d’ingrandimento del giudice sportivo. Le svolte sono state il gol di Balotelli su punizione e l’espulsione apparsa un po’ esagerata del greco ex Roma Tachtsidis. Migliore in campo con il secondo che arriva terzo Ricardo Kakà, un giocatore ritrovato che sta giocando per il Milan e per un sogno personale: convincere Felipe Scolari e giocare in Brasile quest’estate. Un po’ come Oliver Hutton con Roberto Sedinho.
Mente: Il Catania sta passando il momento peggiore da quando è tornata nel calcio di Serie A. Le cessioni estive dei suoi migliori giocatori (Marchese, Lodi e Gomez) hanno lasciato un vuoto incolmabile in ognuno dei tre reparti e gli ultimi infortuni non hanno aiutato a migliorare l’autostima di un gruppo che però secondo noi riuscirà a centrare seppure con difficoltà la salvezza nella massima serie.
In casa rossonera sembra una casualità, ma da quando l’attenzione mediatica si è spostata sulle vicende societarie, Galliani, Barbara e il decaduto Silvio, il Milan ha potuto lavorare con più serenità e ha cominciato a conquistare punti nelle classifiche (Champions e Serie A) e soprattutto sicurezza e tranquillità nella testa dei giocatori.

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