Il corpo aveva la testa fracassata, ed è stato rinvenuto in un congelatore, che era chiuso e attaccato alla corrente elettrica, in una delle camere dal letto della casa. Nella camera, vicino alla testa del letto e sui muri vicini, la polizia scientifica ha trovato macchie di sangue. Vicino farmaci e sonniferi. Per il resto casa abbastanza in ordine. Silvia Caramazza era vestita con un abito da casa, all’apparenza una tuta o un pigiama. Questo fa pensare che l’aggressione possa anche essere avvenuta mentre dormiva.
La scomparsa di Silvia era stata denunciata il 19 giugno da alcune amiche della donna, che non avrebbe parenti in città. Anche se in passato si era già allontanata, qualcosa aveva destato l’allarme in chi la conosceva. La denuncia di scomparsa, sarebbe stata presentata in un commissariato, ma alcune incongruenze nel racconto del fidanzato, sentito dalla polizia nei giorni scorsi, avrebbero convinto la polizia a sfondare la porta della casa della scomparsa, trovando così il corpo.
«L’ultima volta che li avevamo visti insieme è stato non molto tempo fa», hanno raccontato alcuni studenti universitari che abitano sullo stesso pianerottolo al piano rialzato. Secondo quanto avevano intuito gli studenti, i due convivevano, e lei, ha raccontato una ragazza, sembrava «avere un pò la testa fra le nuvole».
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