Particolarità di questo Trio è mettere in risalto, attraverso una forma di teatro-canzone che coinvolge ed affabula, la storia di un popolo sui generis, il senso religioso e l’esaltazione dell’umano che sono al fondo delle canzoni più cantate del repertorio partenopeo.
E’ una bella occasione per fare festa insieme, coinvolgendo chiunque lo desideri in una compagnia da cui nessuno è escluso, dai bambini agli anziani, e in cui c’è dentro l’allegria e il piacere di stare insieme, nello stesso tempo con uno sguardo sulle cose che non dimentica nulla di quello che succede e non ha paura di giudicare: il patrimonio della canzone napoletana è una grande ricchezza che ci testimonia questa posizione semplice e ricca di umanità.
Riguardo alle tradizioni del popolo partenopeo Gianni Aversano afferma: “Noi cantiamo un amore che non chiude gli occhi. Cantiamo un desiderio incolmabile, un cuore spalancato alla realtà… Cantiamo il volto bello di una donna; cantiamo il mare, la luna, le stelle, il dolore per una finestra che non si apre”.
A cura di Luigi Marcelli
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