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ARTE E CULTURA SENZA BARRIERE IL MITO DI PROMETEO RIVIVE AL TEATRO ROMANO DI MINTURNO

Sabato 8 luglio, alle ore 18.30, avrà luogo presso l’area archeologica di Minturnae lo spettacolo “Prometeo, il fuoco che divora la notte”. Ad interpretare il mito senza tempo di Prometeo, che rubò il fuoco della conoscenza agli dei per donarlo agli uomini, saranno i ragazzi delle Comunità Terapeutiche “Insieme” e i ragazzi della Cooperativa Sociale “La Fonte” di Castelforte. Lo spettacolo è un racconto breve a più voci sul mito di Prometeo, basato sui testi del dottor Luciano D’Agostino, con accompagnamento musicale a cura di Eleonora Ricciardulli; lo splendido scenario dell’area archeologica sarà arricchito dagli elementi scenografici realizzati dalla cooperativa La Fonte. A curare la regia dell’evento è Peter Ercolano, responsabile delle attività riabilitative delle comunità Insieme, assistente alla regia è Guglielmo De Rosa, psicologo e psicoterapeuta, promotore del progetto approvato dal Ministero dei Beni Culturali nell’ambito della biennale Arteinsieme, che prevede l’interazione costruttiva tra ambienti culturali ed artistici e persone con vari tipi di disabilità. L’obiettivo di Arteinsieme è creare un racconto intorno alle opere e ai siti del nostro patrimonio fatto di suoni, braille, dispositivi tattili e tanto ancora: pensare e realizzare un percorso alternativo al nostro modo di concepire e vedere l’arte, capace di includere, di rendere parte attiva l’altro. “Il progetto prevede una serie di visite guidate presso l’area archeologica di Minturno e, a conclusione, la creazione artistica con lo spettacolo su Prometeo, che coniuga tre specifiche espressioni: immagine, parola, suono. Il progetto auspica che tali possibilità espressive possano avere ricadute positive sulle persone con disagio in termini di autostima, socializzazione, generale benessere psicologico”, spiega De Rosa. Partecipano al progetto le persone con disagio psichico e disabilità di vario genere, ospiti delle strutture sanitarie e riabilitative del territorio circostante l’area archeologica. Sono coinvolti anche i familiari, le scuole e altri enti o associazioni, allo scopo di favorire l’integrazione sociale con le persone con disabilità. La finalità più importante del progetto è quella di mettere al centro dell’attenzione due “attori” principali: la persona con i suoi disagi, le sue aspirazioni e i suoi talenti e l’arte con le sue possibilità di risvegliare impulsi creativi, di unire individui diversi, di insegnare ad apprezzare la “bellezza”.

redazione

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