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Chiede dispositivi anti covid-19, ma viene licenziato minacciato e gettato in un canale di scolo

La Polizia di Stato – Questura di Latina nel corso della mattinata odierna ha dato esecuzione ad una ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina nei confronti di T.F. classe ‘68 e T.D. classe ‘98, padre e figlio entrambi residenti a Terracina (LT) e titolari di una azienda agricola del luogo.

Gli stessi sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro a vario titolo, di reati quali estorsione, rapina e lesioni personali aggravate, nell’ambito dello sfruttamento di braccianti agricoli stranieri, all’interno della loro Azienda agricola.

Le indagini hanno avuto inizio a seguito dell’accesso al pronto soccorso dell’Ospedale di Terracina di un giovane 33enne di origini indiane, con ferite al capo riconducibili ad un corpo contundente, fratture e lesioni personali in altre parti del corpo.

E’ stato accertato che le cause delle lesioni patite erano riconducibili alle continue richieste al datore di lavoro di provvedere alla dotazione di Dispositivi di Protezione Individuali, alla luce dell’emergenza causata dalla pandemia da COVID – 19. Tali richieste, oltre a non essere accolte, hanno indotto i due indagati a licenziare il lavoratore, il quale, in risposta alla sua rivendicazione del salario spettante per le giornate lavorative già prestate, è stato ingiuriato, minacciato, percosso con calci e pugni ed infine gettato in un canale di scolo.

Gli investigatori del Commissariato Distaccato di P.S. di Terracina hanno identificato i braccianti agricoli al servizio dell’Azienda in argomento, tutti di origini straniere, ed hanno rilevato un sistematico sfruttamento economico, con condizioni di lavoro difformi alla vigente normativa in materia di sicurezza e sanitaria.

I braccianti infatti erano costretti a lavorare anche 12 ore al giorno, tutti i giorni della settimana, senza fruire di alcuna giornata di riposo o festiva, tantomeno di congedi per malattia. La paga oraria era di 4 euro per ogni ora di lavoro senza alcuna maggiorazione per il lavoro prestato nei giorni festivi. Infine, in busta paga veniva contabilizzato solamente un terzo delle giornate di lavoro effettivamente prestate.

Nel corso di un controllo nessuno dei braccianti era provvisto dei dispositivi a tutela della normativa di sicurezza e dell’igiene, anche per evitare i contagi da COVID-19, che sono stati rinvenivano all’interno delle abitazioni degli indagati i quali, evidentemente, non avevano ritenuto di distribuirle ai loro dipendenti.

Nello specifico, T.F. è stato sottoposto alla misura personale coercitiva degli arresti domiciliari, mentre T. D. alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G..

redazione

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