Una diffida a ritirare entro venti giorni il via libera ai dissalatori. Altrimenti, il Comune di Formia ricorrerà al Tribunale per annullare l’atto della segreteria tecnica operativa dell’Ato. È il contenuto della nota predisposta dall’Avvocatura comunale e firmata dal Sindaco Sandro Bartolomeo, inviata alla Presidente della Provincia e, per conoscenza, a tutti i Sindaci dell’Ato4.
“La conferenza dei sindaci dell’Ato4 – sostiene il primo cittadino di Formia – ha stralciato all’unanimità i dissalatori dal piano per l’emergenza idrica. Non comprendiamo come sia possibile che una decisione politica così importante venga ignorata dall’apparato amministrativo. Sarebbe come se un dirigente comunale decidesse di realizzare un’opera pubblica contro cui si è espresso il Consiglio Comunale. La decisione dell’Ato4 va pertanto immediatamente revocata. Altrimenti dovremo ricorrere al Tar e avviare una battaglia legale inutile e costosa, che non porterà a nessun risultato per le nostre comunità già umiliate da una crisi idrica che dura da cinque mesi”.
Gli fa eco l’Assessore Claudio Marciano. “I fondi stanziati per l’emergenza idrica fanno gola ad Acqualatina – spiega -. Per questo si insiste, malgrado la chiara opposizione di tutta la comunità del sudpontino, a voler insediare i dissalatori. L’Ato4 si facesse carico di una modifica al piano dell’emergenza da portare in Regione affinché i fondi stanziati per i dissalatori vengano convertiti in interventi per il rifacimento della rete idrica e, se non compatibili questi ultimi con il concetto di ‘emergenza’, per realizzare da subito alcune opere di manutenzione straordinaria sulla rete e sui serbatoi, come quello di Sant’Antonio. Un’altra destinazione coerente con gli indirizzi della Protezione civile potrebbe essere quella di collegare alla rete i pozzi esistenti, specialmente in zona Capodacqua, mettendoli a norma, oppure realizzarne in zone dove vi sono sorgenti mai utilizzate come quelle nella parte di Levante di Formia, Acqualonga, Penitro”.
” Il Comune di Formia – prosegue il Sindaco Sandro Bartolomeo -, malgrado la sua storica contrarietà alla gestione Acqualatina, ha collaborato dal primo minuto con il gestore per risolvere la crisi idrica. Questo ci ha esposti a critiche e strumentalizzazioni, a cui non diamo alcun credito, perché il dovere istituzionale viene prima della ricerca spasmodica di consenso. Tuttavia, la politica provinciale deve capire che la nostra comunità è allo stremo e che provocazioni come quelle dei dissalatori rischiano di incrementare i conflitti e ridurre la già precaria credibilità delle istituzioni. È necessario un intervento della politica, perché nessuna ragione burocratica o economica può venire prima della volontà popolare, espressa dai suoi rappresentanti”.
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