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Dissequestrato lo storico Frantoio di Castelforte

Con dispositivo dell11/10/2016, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, è stato dissequestrato il frantoio storico dell’artigiano Carlo Ciorra.

A seguito della documentazione prodotta dal legale della ditta, Avv. Maria Letizia Casale supportata dal consulente ambientale di fiducia dell’azienda geom. Ernesto Mario Creo, il P.M. dott. Rubolino ha disposto il rilascio dell’unità produttiva, riprendendo quanto enunciato dalle norme in vigore, D.Lgs. 152/06, ed illustrato dal tecnico di parte.

Viene ripristinato lo status quo originario dell’attività, la quale risulta regolare e legalmente autorizzata all’esercizio, come sostenuto dall’amministrazione comunale in conseguenza della visita da parte della G.d.F. negli uffici del SUAP.

La denuncia da parte di un vicino di casa, dai falsi contenuti, ha indotto le autorità preposte al controllo a disporre il sequestro; il denunciante ha comunicato che l’unità era industriale, talmente falso che ha indotto l’ARPA Lazio ha rilevare rumori inesistenti proprio durante l’accesso della G.d.F. in esecuzione di accertamento.

Gli U.P.G. in quel giorno disposero la sospensione dell’esercizio, ma contestualmente vi era in atto manutenzione delle attrezzature; per altro, in una visita successiva fu redatto verbale fuorviante il quale indusse ulteriormente la Procura ad un sequestro incoerente.
Il comandante provinciale della G.d.F. divulgò notizie improprie attribuendo alla ditta la classificazione di industriale con un articolo poco rispettoso della realtà e dell’entità produttiva.
La professionalità dei professionisti che hanno tutelato l’artigiano Ciorra hanno mostrato coerenza e rispetto delle norme, ma principalmente ha posto al PM concetti basilari e chiari tale da ottenere il rilascio e la non procedibilità penale.

Si può assistere così ad una parziale vittoria dell’istituzione della giustizia, ma una perdita della credibilità di altre; inoltre se le informative riservate fossero state corrette tutto ciò non avrebbe avuto risvolti irrazionali.
Per altro se le autorità preposte, invece di sequestrare un’azienda storica, guardassero meglio nelle vicinanze si sarebbero potuti accorgere di abusivismi in centro storico e soprattutto avrebbero potuto perseguire il denunciante per procurato allarme.
Ernesto Mario Creo

redazione

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