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Formia Festival #900, Emilio Drudi presenta “Non ha dato segno di serio ravvedimento”

Il Formia Festival #900 continua. Domani alle ore 18:00 presso il Centro Studi “De Santis” alle spalle della Torre Caetani di Maranola di Formia il secondo appuntamento con la rassegna “Pagine dal ‘900 QUI” organizzata in collaborazione con La Libreria di Margherita.

La kermesse promossa dal Comune di Formia in collaborazione con l’Ipab SS. Annunziata e la Fondazione Alzaia entra nel vivo e si concluderà il 18 Ottobre con la serata di premiazione del Premio Internazionale Vittorio Foa.

Ospite dell’appuntamento di domani Emilio Drudi che presenterà il suo libro edito da Giuntina “Non ha dato segno di serio ravvedimento”. Interverrà anche Anna Foa, figlia di Vittorio Foa, storica e docente presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Tra il 1938 e i giorni della liberazione, alla fine di maggio del 1944, sono una quarantina gli ebrei schedati a Littoria e nella sua provincia in base alle leggi razziali. La loro storia non è mai stata raccontata. Quando si fa riferimento all’area pontina in quegli anni, prevalgono sempre temi come il prosciugamento della palude, l’appoderamento, la nascita delle città nuove. Poco emerge del fatto che in realtà l’Agro Pontino si è rivelato un laboratorio per creare il “nuovo italiano fascista”: l’italiano “rurale, procreatore e soldato” funzionale al nuovo ordine vagheggiato da Mussolini. Un “ordine” nel quale non c’era posto per gli ebrei. È stato automatico, così, cancellare immediatamente questi ebrei pontini dalla vita civile e sociale della “provincia del duce”. Il libro racconta lo sconvolgimento a cui, a partire dal 1938, sono stati condannati questi 40 tra uomini, donne e ragazzi, nel loro vivere quotidiano e poi, dopo l’8 settembre 1943, quando è cominciata la “caccia all’ebreo” da parte dei tedeschi e dei fascisti di Salò, i mesi passati alla macchia, ogni giorno con il terrore di essere scoperti, arrestati, destinati a morire nei campi di sterminio. Se nessuno di loro è stato assassinato è soltanto grazie all’aiuto di pochi amici fidati e a una serie di circostanze fortunate. Di ognuno viene seguita l’avventura personale anno dopo anno, con l’obiettivo però di fondere insieme le varie vicende e arrivare a un racconto corale. Capace magari di superare la realtà locale per diventare una storia tout court della persecuzione degli ebrei in Italia.

Emilio Drudi, giornalista, già vice capo redattore della Cronaca di Roma del “Messaggero”, è autore di studi e pubblicazioni di storia locale. In particolare su Latina, l’Agro Pontino e le grandi bonifiche effettuate tra la fine degli anni ’20 e gli anni ’30 del secolo scorso.

redazione

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