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Il Cabreo, il precursore del catasto

Alfonso Fernandez, detto il Giustiziere (el Justiciero), fu re di Castiglia e León dal 1312 al 1350. A lui si deve la redazione del Cabreo, che in origine indicava i privilegi e le prerogative della monarchia nella Castiglia medievale. Successivamente, con tale termine, si indicarono gli inventari dei beni delle grandi amministrazioni ecclesiastiche (ad es. i Cabrei dell’Ordine dei Cavalieri di Malta) e l’insieme dei documenti che li formavano, come ad esempio: mappe, elenchi dei beni mobili ed immobili, dei diritti, delle servitù, ecc…. I Cabrei erano commissionati da famiglie nobiliari, da enti ecclesiastici, da enti pubblici, in parte per chiarire i confini dei propri possedimenti e i rapporti giuridici con gli altri (confinanti, eredi, istituzioni), in parte per impedire dispersioni ed usurpazioni dei beni inventariati. La loro realizzazione era affidata agli agrimensori (capomastri, architetti, e poi dal Settecento anche i geometri) che provvedevano a rilevare esattamente i confini di ogni bene e l’estensione di ogni proprietà, attraverso misurazioni effettuate con le antiche unità di misura italiane usate in loco. I Cabrei erano formati da due serie di documenti: una parte descrittiva (nella quale erano riportati anche unità di misura e prezzi e corrispettivi dei canoni annuali pagati ai proprietari, secondo le consuetudini locali dell’epoca) e dagli allegati (numerose tavole disegnate o acquerellate, alcune di grande bellezza, che riproducevano schematicamente i beni inventariati: chiese, terreni, palazzi, feudi, etc.) e, alcune volte, addirittura le coltivazioni in atto nei fondi. Dovevano essere aggiornati ogni 25 anni e depositati nell’archivio secondo gli statuti del Priorato Gerosolimitano. Nell’Italia meridionale, i Cabrei vennero denominati anche Platee e, a volte, prendevano il nome anche del proprietario dei beni, come nel caso del Cabreo dell’Ordine di Malta. Proprio in riferimento a quest’ultimo, si ricorda che lo stesso, risalente al 1739, è custodito presso l’Archivio del Gran Maestro dell’Ordine di Malta, a Roma. Nel frontespizio si legge: “Cabreo della Venerabile Commenda di Pontecorvo, Fondi e Gaeta fatto rinnovare dall’illustrissimo Signor Commendatore F.D. Fabrizio Franconi Patrizio Napolitano dei Prencipi di Pietracupa e Ricevitore di Sua Altezza Eccellentissima rogato dal Magnifico Notar Nicola Camposelli di Rocca d’Evandro 1739”. In questo Cabreo vi è un inventario dei beni relativo alle chiese di S. Giovanni a Gaudo di Pontecorvo, di S. Leonardo e di S. Maria di Monte Ospedale di Gaeta e di S. Giovanni a Ponte Selce di Fondi, che costituivano una “Commenda Gerosolimitana”. Il corpus patrimoniale di tali chiese era dato in “commenda” (dal latino “commendare”, ossia affidare) ad un membro dell’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani che provvedeva alla sua amministrazione. Proprio le Poste del Sovrano Militare Ordine di Malta, nel 2000, hanno emesso la III serie commemorativa sulle Antiche commende di Pontecorvo, Fondi e Gaeta. Nello specifico, il valore da 450 grani riprende la pagina 1 del Cabreo sopra specificato, con l’inizio della descrizione dei beni della Commenda e allegoria della Giustizia, mentre gli altri tre valori, riproducono appezzamenti terrieri con figure allegoriche. Oggi i Cabrei, possono essere definiti i precursori del moderno catasto, che consentono di documentare l’evoluzione del paesaggio urbano e rurale, nonché lo studio della storia del territorio.

a cura di Alessandro Di Tucci

redazione

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