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Minturno, ufficio condoni bloccato. Stefanelli: “A rimetterci sono le casse comunali e i cittadini”

Ufficio condoni completamente paralizzato a causa delle scelte folli e irrazionali fatte dall’amministrazione Graziano. “Ripassi ad aprile”, è quello che si sono sentiti dire alcuni professionisti che in questi giorni si sono recati presso gli uffici comunali che si occupano dei condoni, dell’autorizzazione paesaggistica, del demanio e del patrimonio. Il problema sembra essere dovuto al fatto che, in sostituzione del responsabile del settore (che ha preso un periodo di ferie prima di andare direttamente in pensione nel mese di aprile), è stata nominata ad interim un’altra funzionaria che però, non avendo alcuna competenza professionale in materia tecnica, sembrerebbe rifiutarsi di firmare gli atti.

Se quanto riferito dai professionisti fosse vero, ma non abbiamo dubbi che sia cosi, ci sarebbero delle gravi responsabilità in quanto sarebbe configurabile un’interruzione di pubblico servizio a carico del Comune, ma soprattutto si va a bloccare un settore vitale per l’economia del paese con una scelta che incide in maniera negativa sia sulle  casse comunali (mancato introito degli oneri) sia su un settore che sconta già le sue difficoltà legate alla crisi economica generale.

Tra le altre cose non si capisce perché in sostituzione non sia stata nominata la responsabile dell’ufficio urbanistica che ha titoli e competenze per occuparsi della materia che in realtà le sarebbe dovuta già essere assegnata in fase di organizzazione degli uffici comunali: sia i condoni, sia la materia del demanio, sono infatti connessi con la pianificazione e la gestione del territorio comunale e dividerli in due settori è stata una scelta antieconomica (due responsabili di servizio invece di uno) oltre che una forzatura nell’assetto organizzativo. Una scelta irrazionale che trova una possibile motivazione soltanto nella consueta volontà di emarginazione dell’Architetto Gallucci; un obiettivo discriminatorio che ad oggi è costato centinaia di migliaia di euro di risarcimento a carico dei cittadini minturnesi.

Ancora una volta le esigenze dei cittadini, delle imprese  e dei professionisti vengono sacrificati sull’altare di una volontà repressiva nei confronti di funzionari “non allineati”, che sembra essere l’unica modalità conosciuta al sindaco Graziano per  gestire il personale e la macchina organizzativa. Intanto, come per i rifiuti, a pagare per le scelte sbagliate degli amministratori sono sempre i “soliti”, e cioè i cittadini.

Gerardo Stefanelli

redazione

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