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“Nemmeno un euro”- tra avarizia e realtà

di Krizia Celano

Nuova estate, nuova avventura per la Compagnia Teatrale “Le Maschere” di Itri, con una piece in programma per il 24 agosto 2018 presso il museo del brigantaggio dell’omonima cittadina.

Quest’anno i ragazzi della compagnia diretta da Claudio Musetti hanno deciso di inscenare uno dei classici del teatro, l’avaro di Molière, riadattandolo e sperimentandolo in ogni sua forma, con un particolare riferimento al tema trattato dando origine alla commedia “nemmeno un euro”.

La storia ruota attorno alle vicende di casa Arpagone, dove si può ottenere tutto quello che una persona desidera a una sola condizione: che costi poco…o che non costi affatto.

A tale proposito vengono inserite le figure di Elisa e Cleante, sorella e fratello di buona famiglia che saranno costretti a fronteggiare un padre avido e capriccioso che, per la smania di denaro, pretenderà di decidere per il futuro dei suoi figli.

Dunque spilorceria, grettezza, pitoccheria, tirchieria…in ogni modo la si chiami la regola è sempre la stessa: non deve riguardare dispendio di denaro.

La piece, che avrà inizio alle 21.00, sarà un insieme di risate e domande retoriche, che spingeranno il pubblico a riflettere sul vero valore del denaro, troppo spesso sopravvalutato e fonte di molte liti.

A tale proposito la compagnia teatrale “le maschere” ha ideato una commedia che calza a pennello con il tema sopracitato, in cui il pubblico si sentirà parte dello spettacolo come se le vicende lo riguardassero in primis: lo scopo del teatro, d’altronde, è quello di inscenare delle realtà troppo spesso tenute nascoste, e che molti spettatori, assistendo alla commedia, scopriranno celate in sé stessi.

Una serata all’insegna del divertimento, e dell’arte umoristica, che ci fa interrogare sui fatti con un sorriso amaro, spingendoci a migliorarli, sapendo discernere tra quello che vogliamo essere e quello che non ci saremmo mai aspettati che sia, poichè, come disse Pirandello, “Il comico è un avvertimento del contrario, ma se interviene la riflessione, ecco che io non posso più riderne come prima: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario, ed è questa l’unica differenza capace di insegnare qualcosa.”

redazione

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