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Operazione ‘Don’t Touch’, arriva l’assoluzione per Altomare

Si è concluso oggi con sentenza di assoluzione per Natan Altomare uno stralcio dell’operazione Don”t Touch.
Il manager pontino, infatti, venne arrestato dagli uomini della squadra mobile di Latina in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Cario del Tribunale di Latina per due ipotesi di estorsione denunciate dal titolare di un centro sanitario di Latina, che aveva riferito di violente minacce per l’ottenimento di somme di denaro. Tuttavia sin dall’immediatezza la vicenda appariva ben diversa, avendo l’Altomare – assistito dall’Avv. Pasquale Cardillo Cupo – dimostrato come le somme richieste fossero dei legittimi stipendi e che mai alcuna minaccia era stata posta in essere, producendo copiosa documentazione che sconfessava da subito l’accusa, tanto che il Tribunale del Riesame ne ordinava subito la remissione in libertà.

Avv.Pasquale Cardillo Cupo

Da quel momento si susseguirono altre numerose produzioni documentali che confermavano la versione dell’Altomare, per il quale la Procura chiese per ben due volte l’archiviazione della vicenda, ricevendo tuttavia lo stop del Gip Cario che invece ordinava per Altomare l’imputazione coatta, in seguito alla quale l’Avvocato Cardillo Cupo chiedeva di procedere con rito abbreviato sulle carte in possesso della Procura che – ad avviso del penalista Formiano – dimostravano l’innocenza del suo assistito. Oggi la parola fine alla vicenda con l’assoluzione perchè il fatto non sussiste pronunciata dal Gup, Giorgia Castriota, su conforme richiesta della difesa e della stessa Procura.

” La fine di una vicenda paradossale – ha dichiarato l’Avvocato Cardillo Cupo – che ha visto coinvolto un professionista per anni, sulla base di dichiarazioni pretestuose che avevano quale unico fine quello di non pagare degli stipendi legittimamente maturati, tanto da aver vinto nel corso degli anni l’Altomare tutte le azioni civili a tutela del suo credito. L’auspicio ora è che chi ha causato per mero interesse personale tutto questo venga penalmente giudicato con la severità che i calunniatori meritano.”

redazione

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