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Fuori dal Golfo

Pesca illegale, la Guardia Costiera sequestra attrezzi non consentiti

400 metri di cima con ben 55 (cinquantacinque) tubi in pvc (diametro 15 cm) e 10 (dieci) blocchi di cemento sono stati sottoposti a
sequestro da parte del personale militare della Guardia Costiera di San Felice Circeo.
Rinvenuti in mare a circa 400 metri dalla costa di Golfo Sereno, tratto di litorale posto a levante del Promontorio, gli attrezzi vengono illegalmente impiegati da pescatori sportivi per la cattura dei polpi e di altre specie simili. Infatti, ai sensi del Decreto del Ministero delle Politiche Agricole del 30 dicembre 2019 (art. 1 comma 3), in vigore ormai dal 10 marzo 2020, “Nell’ambito della pesca sportiva/ricreativa, sono consentiti la detenzione e l’impiego di un quantitativo massimo di 2 «barattoli» o «tubi», in materiale plastico e/o PVC, per ciascuna imbarcazione, indipendentemente dal numero di persone presenti a bordo. Al termine di ogni attività di pesca, dette trappole dovranno essere recuperate e mantenute a bordo, fino al rientro in porto”, disposizione, quest’ultima, violata dagli autori dell’illecita condotta accertata dal personale intervenuto.
Gli attrezzi, lasciati in mare senza alcun tipo di segnalamento marittimo conforme alle vigenti disposizioni, costituivano inoltre una fonte di pericolo per la sicurezza della navigazione.
Le operazioni di rimozione e sequestro hanno visto impegnato il personale dell’Ufficio Locale Marittimo di San Felice Circeo dapprima a bordo del gommone in dotazione, e successivamente in banchina.
L’attività, che fa seguito a precedenti interventi di simile portata svolti lungo il litorale, rientra tra quelle finalizzate al conseguimento degli obiettivi di tutela del cittadino consumatore, con specifico riferimento alla prevenzione ed alla repressione di tutti gli illeciti comportamenti perpetrati lungo la filiera della pesca che comportano sovente l’immissione sul mercato di prodotti privi di qualsiasi forma di tracciabilità.
Il Corpo delle Capitanerie di porto, in qualità di Organismo nazionale di vigilanza e controllo in materia di attività di pesca (professionale e sportiva), dedica inoltre un costante sforzo operativo, coordinato sul territorio dai Centri di Controllo Area Pesca (in
questo caso, quello di Civitavecchia), a garanzia che lo sfruttamento delle risorse ittiche avvenga nel rispetto della normativa nazionale e dell’Unione Europea di settore, a tutela dell’ecosistema marino, della sostenibilità e dell’ambiente.

redazione

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