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Riciclaggio internazionale di 8,5 milioni di euro dietro l’Italcraft di #Gaeta: l’operazione “Point Break” della Gdf

L’attività operativa condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Latina è iniziata nel 2013, da autonome investigazioni originate dall’approfondimento di un’operazione societaria volta ad acquisire il controllo totalitario della società “Italcraft” di Gaeta, operante nel settore della nautica.

In particolare, veniva rilevato che una cittadina di origine tedesca (Demski F. Maria) in qualità di amministratrice di una società neo costituita (Blue Fin Srl), attraverso un’operazione di finanziamento di circa 800 mila euro, acquisiva parte delle quote sociali della predetta Italcraft Srl.

L’operazione societaria era propedeutica ad acquisire il controllo dell’intero pacchetto azionario attraverso un futuro finanziamento di circa 8 milioni (da qui il nome dell’operazione Point Break, punto di rottura).

La preliminare attività di indagine, svolta dai Finanzieri del Gruppo di Formia, consentiva di individuare che il socio occulto della New-Co risultava essere un imprenditore pontino, Fabrizio Perrozzi, resosi responsabile di una frode fiscale perpetrata a livello internazionale per la quale era stato già’ condannato dal Tribunale di Padova a 3 anni di reclusione. Gli elementi sopra indicati venivano partecipati all’Autorità Giudiziaria di Latina che istruiva il Procedimento Penale 1296/13, per i reati di cui all’ art. 12 Quinquies L. 356/92 (Trasferimento Fraudolento di Valori), artt. 648 bis e 648 ter C.P. (Riciclaggio e Reimpiego di Proventi Illeciti), in carico al Procuratore aggiunto Dott.ssa Nunzia D’Elia e al Sost. Proc. Dott. Marco Giancristofaro.

Le successive indagini di PG condotte sotto la direzione ed il costante coordinamento dell’A.G. di Latina, hanno consentito di rilevare specifici elementi configuranti i reati di riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti per oltre 8,5 milioni di euro, ricchezza proveniente dalla frode fiscale perpetrata a Padova dal principale indagato (Perrozzi Fabrizio). In dettaglio, è stato utilizzato uno specifico schema di “Money Laudry” attraverso le seguenti fasi:

  • Le somme di denaro sono state messe in sicurezza in territori Off Shore (Svizzera, Malta, Isole Bahamas, Panama). In tale fase, si è appurato che la collocazione delle provviste illecite è stata attuata mediante versamenti e accrediti eseguiti su conti correnti esteri cifrati;

  • La effettiva fase di riciclaggio è stata attuata attraverso diversi spostamenti dei fondi su conti correnti esteri, segnatamente da conti cifrati a conti intestati a società riconducibili al Perrozzi Fabrizio (Pipore Investiment Corporation con sede in Panama, Omagh Embarcaoes De Recreiro S.A., con sede in Madeira).

Le operazioni bancarie avvenivano attraverso conti correnti svizzeri, sia intestati alla americana Switch Trade & Consulting Ltd che attraverso una società di transazioni finanziarie svizzera (Jsa Europe Trust);

  • L’integrazione nel circuito dell’economia legale è avvenuta facendo rientrare i capitali in Italia attraverso bonifici bancari mediante una società “veicolo” di diritto americano, (Switch Trade & Consulting Ltd), costituita nel Delaware, stato a fiscalità privilegiata e ad alta protezione societaria e destinandoli ad una società italiana (Adogi Immobiliare Srl), con causale “finanziamento socio”. L’importo dell’operazione è risultata ammontare a circa 7 milioni di euro.

A seguito di specifiche rogatorie internazionali disposte dall’ A.G. di Latina, con la Svizzera e Malta, è stato possibile avvalorare le ipotesi investigative. Inoltre, la rogatoria attivata con la Repubblica di Malta, ha permesso di scoprire una ulteriore operazione di riciclaggio relativa all’acquisizione in leasing, attraverso una società di diritto portoghese (Omagh Embarcacoes S.A.) di un’imbarcazione di lusso, il cui utilizzo esclusivo era riservato al Perrozzi Fabrizio che peraltro prestava fidejussione per 7 milioni di euro all’operazione commerciale.

Riguardo a tale ultima operazione, è stata accertata un’articolata “schermatura” di parte della provvista illecita. Infatti la Omagh Embarcacoes S.A. recedeva dal contratto di leasing con la Unicredit, chiedendo la restituzione dei canoni già corrisposti per circa 1,5 milioni di euro su un conto corrente maltese. Da tale conto, pochi giorni dopo, veniva eseguito un bonifico a favore della stessa Unicredit sullo stesso conto da cui era giunta la provvista. Presso l’Istituto Bancario, si è rilevato che la società Omagh aveva scientemente eseguito il bonifico in modo errato, facendosi restituire la somma su un conto corrente acceso presso la Banca Popolare di Sondrio, intestato alla Jsa Europe Trust. In tal modo, l’operazione è stata “schermata”, nel senso che appariva come una normale operazione di accredito fatta da un Istituto di Leasing e non emergeva la reale provenienza.

E’ stato inoltre ipotizzata l’aggravante del reato transazionale, avendo accertato la commissione del reato in più stati.

Le risultanze delle predette attività di indagine hanno portato alla segnalazione all’A.G. di 8 soggetti per i reati di cui all’ art. 12 Quinquies L. 356/92 (trasferimento fraudolento di valori) nonché artt. 648 bis e 648 ter C.P. (Riciclaggio e Reimpiego di Proventi Illeciti), con l’aggravante dell’art. 4 legge 146/2006 (Reato Transnazionale) e la richiesta del sequestro preventivo per sproporzione finalizzato alla successiva confisca ex art. 12 Sexies D.L. 306/92.

L’A.G. di Latina, condividendo la richiesta relativa alla misura ablativa, ha disposto il sequestro dei beni per sproporzione, nei confronti di 3 soggetti principali indagati e il deferimento di ulteriori 5 soggetti, tra cui: Perrozzi Francesco, figlio del principale indagato Perrozzi Fabrizio; Demskli F. Maria, convivente del Perrozzi Fabrizio, quale rappresentante legale della Adogi Immobiliare Srl; Pignotti Massimo, cittadino comasco, quale rappresentate legale delle società Omagh Embarcacoes De Recreiro; Burgyan Istvan e Maybud Cyrus Dara, cittadini svizzeri, quali rappresentanti della Switch Trade & Consulting; Bertacchini Alessandro, in qualità di prestanome del Perrozzi; Di Girolamo Marcello, rappresentante, unitamente alla Demki, della Adogi Immobiliare.

Il provvedimento emanato prevede il sequestro di 6 rapporti bancari presso due Istituti di Credito con sede a Latina e Cisterna di Latina, nonché dei seguenti beni: 10 fabbricati ubicati a Padova, Cisterna di Latina (LT) e Terracina (LT); 22 terreni tutti a Cisterna di Latina (LT); 3 Società a Responsabilità Limitata, operanti nel settore immobiliare ed agricolo e 2 motoveicoli per un valore complessivo di 12 milioni di euro.

 

Comunicato Stampa

redazione

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