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Terrorismo islamico e mediatico: al “Da Vinci” di Terracina esperienza pilota in Italia

C’è una verità di fatto sul terrorismo islamico e ce n’è un’altra sulla distorta amplificazione del fenomeno. Del problema si sono resi edotti, approfondendone la portata e i singoli aspetti, gli alunni del Liceo di Scienze Umane “Leonardo da Vinci” di Terracina. E che l’esperienza didattica rappresenti un autentico percorso pilota  in campo nazionale lo conferma anche il fatto che, a Torino, al festival di Psicologia, luminari della materia, come Massimo Recalcati, stanno affrontando lo stesso argomento e trattando gli stessi temi su cui si è fermata l’attenzione degli alunni del Da Vinci” (https://www.giornalelavoce.it/torino-festival-psicologia-paura-terrorismo-temi-291179). Tutto è partito, nella città litoranea, dall’intuizione di Rosalba Cardinale, docente di scienze umane, psicologa e psicoterapeuta: ad agosto del  2017  le era stato sottoposto il progetto elaborato da Manuela Ruggieri, arabista e islamologa, dott.ssa in scienze delle lingue storia e cultura dei Paesi arabo-islamici e del Mediterraneo e docente di scienze motorie presso l’istituto “A. Bianchini” di Terracina, approvato con entusiasmo dal collegio dei docenti presieduto dal prof. Mario Fiorillo, dirigente scolastico presso il liceo di scienze umane “Leonardo da Vinci” di Terracina. Tenuto dalla prof.ssa Ruggieri, è stato svolto un corso pomeridiano di supporto all’attività didattica degli studenti delle classi VA su e VB su,  con il fine di rendere nota e comprensibile la questione del fondamentalismo islamico, chiarire entro quali limiti terminologici e storici è possibile utilizzare questa espressione in riferimento alla religione islamica, contestualizzando il momento sociale, storico e culturale in cui si afferma l’Islam rivoluzionario a seguito dell’ingresso nella modernità, gli effetti dovuti all’impatto con il fenomeno della globalizzazione, codificandolo attraverso le lente trasformazioni e le conseguenti reazioni violente che lo hanno caratterizzato fino ad arrivare  alla minaccia dell’Isis dei nostri giorni. Sono stati letti i versetti del Corano per comprendere quello che è il ruolo attribuito al jihād dai musulmani e dagli integralisti islamici, premessa all’ideologia della lotta. Sono state chiarite da un punto di vista scientifico le dinamiche psicologiche collettive, le cause e i meccanismi mentali che spingono un individuo ad identificarsi nella causa integralista. Molto interessante, alla fine del percorso formativo, il particolare che ha visto gli alunni elaborare, sotto la guida della prof. ssa Cardinale, una guida per le famiglie e gli insegnanti (molto esplicativo il paragrafo  “l’ISIS spiegato ai bambini”) dopo aver acquisito gli elementi essenziali per una visione globale sull’argomento. Questi, secondo il progetto, tra i punti salienti da cui si è partiti per allargare l’analisi e la riflessione: l’Islam alle origini;  il Profeta Muhammad e la profezia, il Corano e la sacralità della scrittura araba; il concetto di umma; gli arcàn al-Islām; l’organizzazione politica e sociale dopo la morte del Profeta: il califfato; scissione tra sunniti e sciiti; l’imamato; le scuole di pensiero coraniche; la sharīʾa, tra riformismo religioso e fondamentalismo islamico;  fattori di mutamento sociale, insorgenza di nuove situazioni politico sociali, tensioni mondiali; Islam radicale dei nostri giorni; situazione politica mondiale; al-Qaida e Osama bin Laden;  Isis e potenziale di seduzione;  nella mente di un terrorista. Nel laboratorio creativo per l’elaborazione di una brochure rivolta ai genitori e ai docenti si è parlato di strategie per affrontare le paure dei bambini in relazione agli atti terroristici. In prospettiva di ampliamento e di coinvolgimento futuro di altri istituti scolastici, il progetto si pone l’obiettivo di prevenire il reclutamento delle vittime della “rete” terroristica, attraverso la conoscenza.

redazione

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