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A Formia la storia della radiovisione italiana con Simone Di Biasio

La televisione e la radio sono i media per eccellenza. A loro negli ultimi tempi si è aggiunta una convergenza tecnologica straordinaria: la radiovisione. Che cos’è la radiovisione? Distrugge forse il mondo radiofonico? In quanti preferiscono guardare la radio piuttosto che ascoltarla? Simone Di Biasio, giornalista e poeta fondano è stato il primo in Italia a occuparsi di radiovisione in ambito accademico e questo interessante argomento lo riporta nel suo libro: “Guardare la radio: prima storia della radiovisione italiana”.

Secondo Maurizio Costanzo, intervistato nel libro, la radiovisione “è una radio che studia da televisione” cioè una radio che è fatta di suoni e vive d’immagini. La radiovisione non è altro che immagini statiche legate alla radiofonia ma il termine ha bisogno di essere definito senza equivoci. Non si tratta di un’espressione moderna: dal 1920 al 1947 è stato il vecchio nome della tv e, inoltre, gli anni Settanta e Ottanta, sono stati il periodo florido della “musica da vedere”. La storia della radio passa attraverso le immagini, ma attenzione: la radiovisione non può e non deve assolutamente competere con l’odierna televisione.

Questa rivoluzionaria tecnologia di trasmissione è stata, però, anche criticata: “La radio è radio, serve a favorire i processi di fantasia ed emotività. In altri termini, la radio stimola l’immaginazione dell’ascoltatore; capacità che la radiovisione non possiede. La radio significa suoni e parole, non parlato e immagini. Si scopre di più se ascolti e non vedi questo perché si viene distratti dalle immagini, anzi dall’immagine, e tutto ciò va a discapito della propria capacità critica e di ragionamento.”

Le critiche sono veritiere come sono vere le tante persone che preferiscono ascoltare la radio piuttosto che vederla, ma altrettanti sono gli ascolti conseguiti a seguito dell’inserimento di questa nuova tecnologia di comunicazione e propagazione. In fondo, però, il nostro ascoltare o vedere la radio dipende dalle situazione e soprattutto da come siamo nel profondo.

redazione

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