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A Formia “Queens of Liberty”, i tappeti persiani diventano denuncia grazie alla street art

L’urlo della rivoluzione iraniana contro l’oppressione del regime arriva fino in Italia, con le opere d’arte di Nafir.

Davide Rossillo, curatore ed esperto di street art, fondatore del Festival “Memorie Urbane” e del progetto artistico “25 Novembre.org” ospita la personale «Queens of liberty» in un momento cruciale per l’Iran, travolto dalle proteste della popolazione contro il regime, scoppiate a settembre scorso dopo la morte della 22enne curda Masha Amini, deceduta nelle mani della polizia morale che l’aveva fermata perché non indossava correttamente il velo.

Nafir con la sua arte sostiene la rivoluzione dei giovani iraniani e denuncia l’escalation di violenza del regime, fatta di arresti, processi sommari, torture, stupri e impiccagioni. Le sue opere sfilano nei cortei al grido “Donna, vita, libertà“. I suoi tappeti persiani contaminati con la street art, compaiono davanti agli stop e alle strisce pedonali in strada e “disturbano” la propaganda cercando di scuotere la popolazione alle ragioni di libertà e democrazia rivendicate dalla Generazione Z.

D’altra parte, sin dal 2008, anno dell’esordio, questo giovane artista ha dichiarato guerra alla censura del governo iraniano e sin dal nome d’arte (Nafir vuol dire “urlo)” si contrappone al silenzio che nasconde le ingiustizie subite dai più fragili.

Ma le sue opere vogliono essere un incontro, non uno scontro tra generazioni. Le geometrie dell’arte tradizionale persiana, presente soprattutto nei tappeti, si fondono con le figure umane disegnate con la tecnica dello stencil. Corpi, sguardi, volti scoperti di donne e giovani coraggiosi si stagliano sulle trame del pregiato tessuto, che da convenzionale e prezioso oggetto d’arredo si trasforma in messaggio, in manifesto di denuncia.

Così come fa il trittico «Inna», che rappresenta stavolta una ragazza ucraina realmente conosciuta da Nafir dopo l’inizio della guerra, e attraverso cui  l’artista prende posizione contro le violenze inflitte a donne, uomini e bambini in Ucraina.

Una mostra-evento di grande impatto a Formia, che è un unicum in Italia. Accanto all’indiscusso valore estetico e artistico, le opere di Nafir si fanno strumento di informazione e di denuncia contro le violenze e la guerra. L’arte si fa militanza.

Foto di Flavia Fiengo
redazione

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