Batterie, mollette da bucato, spille touch, punte per trapano, chiavi, brugole, accendini, pezzi di vetro e di ceramica, penne, monete, dadi, una candela dell’auto, bulloni, cucchiaini e una forchetta… tutto nello stomaco. E’ l’esempio estremo di disturbo del comportamento alimentare noto come picacismo o sindrome di Pica che ha colpito un uomo operato d’urgenza all’Icot di Latina.
L’uomo si era presentato in ospedale con i sintomi di un’anemia, è stato sottoposto a una lastra e da qui la scoperta sconcertante.
La Pica è caratterizzata dalla presenza di un comportamento persistente e incontrollato di consumo di sostanze non alimentari per un periodo di almeno un mese, senza che ci siano motivazioni culturali o sociali che giustifichino tale comportamento.
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