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Condotta idrica non autorizzata tra Itri e Sperlonga

Circa due chilometri di scavi per interrare una nascente condotta idrica che avrebbe servito una decina di persone interessate, quasi tutte già dotate, tra l’altro, di punti di rifornimento idrico.

L’intervento dell’escavatore stava andando a insistere su terreni gravati da usi civici e, qualcuno, anche sottoposto a vincolo per rischio idrogeologico per la cui particolare conformazione è prevista, in questi casi, l’autorizzazione rilasciata –così ha dichiarato uno dei denunzianti l’abuso in itinere- dalla massima assise consiliare.

E’ quanto scoperto dai proprietari delle abitazioni ubicate in località Intignano, zona ubicata lungo la direttrice Itri-Sperlonga, all’altezza del km 6,900 da cui si diparte una strada rurale che conduce nell’appetita e suggestiva località, già abbondantemente popolata da manufatti edilizi.

E’ stata l’occasione fornita dal ponte del 1° maggio a far scendere a Itri proprietari delle tante villette rustiche (molte con piscine) o a far svolgere passeggiate salutari e corroboranti per lo stato di salute. Da gran parte di questi occasionali osservatori della zona da loro frequentata o vista per la prima volta è partita la denuncia dell’abuso che suona come l’ennesimo attacco a un ambiente dove già nel passato si è registrato l’intervento degli inquirenti per l’appropriazione indebita di ettari di terreno demaniale da parte di chi aveva concepito progetti dalle ampie mire espansionistiche.

La zona, tra l’altro, ha vissuto un altro penalizzante momento di notorietà negativa in quanto la era del 4 settembre 2013, a poco più di due chilometri di distanza, venne trovato arso nella sua utilitaria l’enologo di Conegliano Veneto Ulrico Cappia, preciso professionista operativo nella masseria vinicola del notaio Schettino.

Pronto l’intervento degli organi di controllo locali che, stando alle prime indiscrezioni, avrebbero, per ora, fermato i lavori, in attesa dell’adozione dei conseguenti provvedimenti da rimettere agli organi giudiziari competenti. Il progetto avrebbe dovuto potenziare la rete di distribuzione idrica privata che già conta, nella zona, alcuni fornitori alle centinaia di unità immobiliari, alcune delle quali hanno, nella dotazione degli optional dell’abitazione, la cui edificazione era stata inizialmente richiesta come casa rurale asservita alle attività campestri giustificabili dalla vicinanza dei terreni da coltivare, anche enormi e invidiabili piscine di ottima fattura.

Sulla vicenda è prevista anche la presa di posizione da parte delle associazioni ambientaliste che qualcuno dei denunzianti si è impegnato a informare.

Orazio Ruggeri

 

immagine di repertorio

redazione

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