Il dramma è tratto da una ricerca di Giacinto Mastrogiovanni su un diario di una giovane ebrea con l’adattamento e la regia di Antonio Forte.
La famiglia Sinigallia amica degli Ascarelli, dopo l’8 settembre 1943 è costretta a lasciare Formia per i continui bombardamenti e a rifugiarsi prima in collina (Castellonorato) poi definitivamente sui Monti Aurunci (Pornito). E’ famiglia agiata,con possibilità di spendere, ma viene continuamente depredata, non solo dai tedeschi, ma anche da lestofanti collaborazioni dei tedeschi che vessano anche le popolazioni sfollate in montagna. I Senigallia,però, si mostrano sempre disponibili ad aiutare tutti, anche perché terrorizzati che qualcuno possa svelare la loro identità di ebrei e quindi soggetti ad essere deportati. Fra mille peripezie ed immani disagi, finalmente arriva la liberazione degli Alleati, ma poco manca che una giovane della servitù venga violentata da un marocchino. Gli avvenimenti si concludono con il 19 maggio 1944 con la partenza della famiglia di Ezechiele (Tommaso Sinigallia) per Napoli.
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